Mamadou (2), Condè, Daouda, Abdoulaye, Ibrahim, Omar: nuovi volontari alla Rimembranza

La Rimembranza e il WWF Litorale laziale coinvolti in una iniziativa di grande valenza sociale. Un gruppo di giovani migranti affidati alla cooperativa “Il Quadrifoglio” affiancherà per un certo periodo i volontari del WWF nella piccola manutenzione del parco. E’ partito in questi giorni un progetto inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte […]

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Con il WWF entrano nella Fondazione “Città di Terracina” i beni ambientali

Ieri pomeriggio il parco della Rimembranza ha ospitato un momento importante della vita del WWF Litorale laziale, l’adesione alla Fondazione “Città di Terracina” dopo aver fatto ampliare l’ambito di interessi della stessa. Alla presenza dell’assessore alla Cultura, Barbara Cerilli, di cittadini e soci dell’associazione il presidente della Fondazione, Agostino Attanasio, e il direttore generale del […]

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Conclusa l’operazione Plasticfree sulla spiaggia di Palidoro (Fiumicino)

Il 10 giugno dalle 17 alle 20.30 la spiaggia di Palidoro è stata animata da circa 30 volontari, in maggioranza giovani, tra cui un bel gruppetto di ragazzi del Liceo di Maccarese che svolgono attività di alternanza scuola lavoro con il WWF. Per oltre 2 ore nel tratto di spiaggia antistante Casa Ronald dell’ospedale Bambin Gesù, […]

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Il WWF protegge le dune davanti all’Oasi di Macchiagrande

In Italia le dune costiere rappresentano l’habitat più a rischio, al pari delle zone umide e anche a Fiumicino la duna costiera è sicuramente il più rilevante tra gli habitat meritevoli di conoscenza e di tutela. Dopo un lungo iter autorizzativo partito nel 2015, alla fine di marzo il WWF Litorale Laziale ha iniziato l’intervento pilota per la tutela dell’ecosistema dunale sull’area denominata Mare Nostrum, situata tra Focene e Fregene, proprio davanti all’Oasi WWF di Macchiagrande,  e insieme a questa fa parte della Riserva naturale Statale del litorale Romano ed è compresa all’interno del Sito di Interesse Comunitario, SIC IT6030032, denominato Macchiagrande di Focene e Macchia dello Stagneto.

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Il Piano di Gestione della Riserva raccomanda attenzione alla conservazione dell’ecosistema delle dune costiere al fine di preservare questo eccezionale litorale, scampato alla realizzazione di stabilimenti, strade e villini, in cui un certo tipo di utilizzo balneare può convivere con la protezione dell’ambiente.

L’iniziativa del WWF Litorale Laziale, resa possibile grazie al contributo del Comune di Fiumicino, rappresenta un primo passo per la tutela e la conservazione delle aree dunali della Riserva che ci auguriamo possa estendersi presto anche alle dune di Coccia di Morto, a quelle della Foce dell’Arrone, della foce del Rio Tre Denari e alle dune di Palidoro.

Obiettivo del progetto è quello di eliminare i fattori di disturbo sull’area dunale, costituiti principalmente dal transito dei mezzi a motore e dal calpestio incontrollato dei bagnanti che camminano ovunque sulle dune.

Al momento sono stai realizzati i seguenti interventi:

– delimitazione dell’area di parcheggio auto per proteggere la vegetazione;

– delimitazione dell’area dunale con pali di castagno e corda di canapa;

– educazione ambientale per le classi della scuola elementare e media di Focene.3aprile2018

Si sta infine avviando la realizzazione del camminamento per l’accesso alla spiaggia percorribile anche da persone diversamente abili  e della segnaletica da inserire lungo la recinzione delle aree dunali.

Questo progetto è una grande sfida per il WWF, perchè tra i fattori di disturbo c’è anche una fortissima erosione marina, provocata da pesanti interventi di difesa della costa immediatamente a Sud.

Inquinamento marino da plastica

Convegno – Roma 9 giugno 2018 Presso il Centro Habitat Mediterraneo Ostia in via dell’Idroscalo 138 Nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Ambiente, questo anno finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema: “Lotta alla plastica monouso”, il X Municipio di Roma Capitale ha organizzato un evento di approfondimento sull’emergenza mare messo sempre più a dura prova dalla […]

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Partecipa all’Ora della Terra!

Sabato 24 marzo torna l’Ora della Terra, evento globale del WWF contro i cambiamenti climatici e per difendere il futuro del nostro Pianeta.

Il WWF Litorale Laziale aderisce organizzando due iniziative, ad Ostia e a TerracinaSei invitato a partecipare anche tu!

Il gruppo Litorale romano organizza una passeggiata notturna a piedi nella Pineta di Castel Fusano, ad Ostia, per ascoltare il suggestivo richiamo dei rapaci notturni, allocchi, civette e barbagianni…
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Il gruppo Litorale pontino, nel cui territorio molti Comuni spegneranno un monumento (Fondi e Terracina in primis, mentre l’associazione ATARGATIS farà una fiaccolata lungo l’Appia antica), ha invece organizzato una passeggiata in bicicletta che attraverserà Terracina.
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Premiati dal Presidente della Repubblica i ragazzi dell’alternanza scuola/lavoro dedicata alla vigilanza antincendi con il WWF

Stamani sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica gli studenti del liceo di Terracina che durante la scorsa estate hanno dedicato tante ore del loro tempo libero alla vigilanza antincendi boschivi sotto la guida del WWF. Ogni giorno, a partire da dopo ferragosto e fino alle prime piogge di metà settembre, divisi in due turni […]

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Un Corso per la conoscenza del territorio e la vigilanza ambientale

DSC09905.JPGInizia il corso del WWF Litorale Laziale “Conoscenza del territorio e Vigilanza ambientale” che si terrà ad OSTIA nelle Pinete di CASTEL FUSANO, Procoio e Acque Rosse a partire da sabato 24 febbraio.

Sette incontri, con la collaborazione del CEA e dei Carabinieri Forestali, con l’obiettivo di attivare nuovi volontari che nel periodo estivo possano collaborare nell’attività di vigilanza antincendio nelle tre pinete intorno ad Ostia, facenti parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

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La Pineta di Castel Fusano, il giorno dopo

Prot. 33 / 2017

Lettera aperta 

 

Comune di Roma
All’ Assessore alla Sostenibilità Ambientale Giuseppina Montanari
Alla Responsabile Ufficio Tutela Ambientale e Diritti degli Animali Rosalba Matassa

 Ministero dell’Ambiente
Commissione di Riserva, Riserva Naturale Statale Litorale Romano
Al Presidente Diana Aponte e a tutti membri

 Regione Lazio
Al Commissario straordinario per la Riserva Vito Consoli

 Alla Stampa

  Oggetto: Castel Fusano, il giorno dopo l’incendio

In queste ore sono tante le iniziative spontanee che esprimono l’immenso sgomento, l’angoscia e il profondo dispiacere per quello che è accaduto alla nostra amata Pineta e insieme la voglia di tantissimi di rimboccarsi le maniche, di intervenire in prima persona per far sì che la natura possa riprendersi.

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Foto di Flavio Stefano

Dobbiamo ricordare però che in una Riserva naturale gli interventi “fai da te”, oltre a non essere opportuni, sono anche vietati.

Nei corsi di ecologia si tratta del concetto di “resilienza”, ossia la capacità degli ecosistemi  di rigenerarsi per ritornare alle condizioni perdute a causa di un evento catastrofico come può essere un incendio di vaste dimensioni. Ma la resilienza ecologica diminuisce se gli eventi distruttivi si presentano frequentemente.

Per questo motivo, prima di tutto, e a maggior ragione se dovessero arrivare finanziamenti statali, va potenziato e reso efficace il sistema di prevenzione e di pronto intervento a Castel Fusano e su tutte le aree minacciate della Riserva Litorale Romano. Non dimentichiamo infatti che anche la Pineta delle Acque Rosse è stata colpita diverse volte questa estate.  La cittadinanza esige che tale sistema sia ineccepibile e con dei responsabili chiari.

Dopo l’incendio del 2000 si era organizzato un piano antincendio che coinvolgendo Protezione Civile di Roma e Corpo Forestale dello Stato, in questi 17 anni, ha abbastanza protetto il territorio. Alla prima segnalazione di fumo rilevata sui monitor, intervenendo con tempestività da terra, si riusciva a limitare il danno tant’è che solo poche volte era stato necessario l’intervento del Canadair. Era stata addirittura allestita una vasca per il rifornimento più veloce degli elicotteri, che ultimamente giace in stato di abbandono (e l’elicottero che nel periodo critico stazionava in zona non si è più visto).

Il WWF chiede che sia data primaria attenzione alla prevenzione e al pronto intervento.

Prevenzione significa monitoraggio continuo, h 24, velocità di intervento, il che implica disponibilità di mezzi adeguati, magari anche piccoli che possono penetrare  lungo i sentieri, significa quindi manutenzione dei percorsi interni per garantire l’accesso ai mezzi di pronto intervento. Significa avere una squadra di persone preparate e ben coordinate, significa seguire le previsioni meteo per capire quali siano i momenti di massima allerta in relazione alle temperature e alla forza del vento. Ma anche un sistema di video sorveglianza in grado di individuare per tempo gli individui malintenzionati.

Dopo l’incendio del 2000 il Comune di Roma creò una commissione di esperti, professori universitari della Sapienza e della Tuscia, per predisporre un piano di ripristino ambientale.

Il WWF chiede che per avviare le azioni di ripristino vengano consultati anche gli specialisti di allora che, oggi, forti anche dell’esperienza di studio maturata, possano dare il loro contributo circa le migliori modalità di intervento. Ricordiamo che allora si definirono alcune zone apposite di osservazione dell’evoluzione dell’ambiente, proprio con l’obiettivo di studiare in dettaglio la ripresa in relazione ad interventi diversi: in alcune aree non si intervenne, in altre ci si limitò a rimuovere il legno morto, in altre ancora si piantarono centinaia di pinetti.

L’ultimo incendio ha interessato circa 200 ettari di pineta con pini di 60/70 anni, e un’area in ripresa dopo un incendio di luglio 2008, con  arbusti di leccio che stavano per divenire alberi, ricoperta dalle piante della macchia sempreverde mediterranea con erica, alaterno, filirea e lentisco. Ci auguriamo che le aree a leccio, specie molto meno infiammabile, possano riprendersi velocemente in quanto mediamente i danni dovrebbero essere di minore entità, speriamo che in breve i lecci maggiormente danneggiati possano originare ricacci alla base, mentre il pino più infiammabile per la resina è in generale andato completamente distrutto.

In queste  aree bruciate a luglio 2008, il WWF aveva organizzato con i propri volontari, nel 2009 e 2010, un operazione di raccolta e successiva semina di ghiande dal titolo “Operazione Ghiandaia”. Riteniamo che tale intervento possa essere nuovamente organizzato.

In questi anni abbiamo osservato che numerosissimi pinoli germogliati spontaneamente dopo l’incendio del 2000, protetti dalla recinzione allestita intorno alle aree incendiate, sono diventati alberi alti oltre 12 metri, hanno avuto il tempo per diventare alberi, mentre gli alberelli di pino piantati a ridosso delle strade interne alla pineta sono cresciuti molto più lentamente. Insieme a pini piccoli e grandi, furono piantati anche sughere e cerri, una buona percentuale delle quali si è però seccata .

Chiediamo quindi, che si faccia attenzione nella scelta delle modalità più efficaci per il ripristino dell’ecosistema.

Distinti saluti

Roma, 22 luglio 2017

Vice Presidente Maria Gabriella Villani

Gruppo Litorale Romano

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