Oasi della palude di Ostia

Nome: Oasi della palude di Ostia

Localizzazione: Ostia Lido, tra viale dei Promontori, Via mar di Bering Via Mar Rosso

Estensione e confini: lunghezza 100 mt, larghezza variabile dai 100 mt a 8 mt, circa

Mappa: 

In verde il sentiero, in rosso linee chiuse le aree da recingere,

in rosso tratteggiato i confini su marciapiede e su strada da sistemare e/o ripristinare,

in giallo i confini con edifici e aree private.

Descrizione e valenza ambientale:

L’area verde tra Via Mar Rosso, Via Mar di Bering e Viale dei Promontori può sembrare un territorio incolto e abbandonato, in realtà è il residuo dell’antica palude che caratterizzava ancora all’inizio del 1900 il territorio di OSTIA. In inverno è spesso allagata e per questo presenta una flora e una vegetazione estremamente pregevole.

Gran parte dell’area è occupata da canneti a Arundo e frammenti di bosco di Salice ma è presente anche l’habitat prioritario 7210*paludi a Cladium mariscus.

Gli habitat prioritari sono habitat individuati dalla direttiva europea Habitat ( 92/43/cee) come meritevoli di particolare attenzione dal punto di vista della conservazione; quando sono estesi e importanti comportano che l’area dove insistono sia dichiarata Sito di Interesse Comunitario e sottoposto a particolare protezione, ma sono protetti anche quando hanno carattere puntiforme.

Cladium mariscus è una pianta poco appariscente ma le sue formazioni sono appunto protette e la loro distruzione è assolutamente vietata. Tali aspetti sono studiati da circa 30 anni dal prof. Giuliano Fanelli, ecologo vegetale che collabora con l’Università ed ha Accanto all’habitat, la zona ospitava anche una serie di specie di particolare pregio tra cui Lotus maritimus e Dorycnium rectum, ma soprattutto la rara orchidea palustre Epipactis palustris, particolarmente rara soprattutto nelle aree di pianura (mentre è più comune in montagna).

Orchidea palustre Epipactis palustris

L’area della palude di via mar Rosso, già minacciata in passato, è stata sottoposta ad un intervento di “pulizia” il giorno 1 ottobre 2020. E poi a pochi mesi di distanza, il 18 gennaio 2021 è stato effettuato un secondo intervento.

La vegetazione erbacea è stata tagliata per due volte consecutive e sono rimaste solamente le specie arboree. Per fortuna non è stato alterato il suolo torboso necessario per la sopravvivenza della pregevole flora e vegetazione palustre. E’ possibile recuperare l’habitat in quanto non è stato modificato il profilo del terreno con arature o apporti di terra di riporto. Le piante più pregevoli dell’area e in particolare Cladium mariscus sono rizomatose e possono facilmente rispuntare qualora vengano lasciate al loro naturale sviluppo.  

L’importante è che nella gestione dell’area siano rispettati prima di tutto criteri naturalistici richiesti dalla Direttiva europea Habitat e in seconda istanza criteri estetico-ricreativi.

La direttiva si basa sul principio che l’area di un habitat listato, particolarmente se prioritario come quello a Cladium mariscus, non debba diminuire ma possibilmente aumentare. Per conservare questo habitat occorre che il suolo torboso tipico della depressione non venga smosso o alterato. Inoltre è necessario che i tagli siano condotti sotto un’attenta supervisione scientifica, cosi da favorire il ripristino e l’espansione dell’habitat.

Per evitare che quest’area venga percepita dalla cittadinanza come un territorio degradato e abbandonato e in attesa del provvedimento di tutela, ci proponiamo per la sistemazione e gestione del sito, attraverso l’istituzione di un’Oasi naturalistica. Grazie alla cura da parte dei volontari questo lembo di natura acquisirebbe l’apprezzamento dei cittadini.

Specie simbolo: falasco,

Falasco o marisco Cladium mariscus

Gestione e/o competenza attuale X Municipio Comune di Roma

Progetto di tutela

Obiettivi: PROPOSTA PROGETTUALE

Si propone di realizzare una piccola Oasi naturalistica attraverso i seguenti interventi evidenziati in modo schematico nella mappa:

Identificazione – attribuzione del nome

L’oasi potrebbe chiamarsi Oasi della palude di Ostia, o Oasi del Cladium oppure utilizzando i due nomi volgari della pianta, Oasi del Falasco oppure Oasi del Marisco. Falasco e marisco sono i due nomi volgari del Cladium mariscus.

Pulizia dell’area a cura dei volontari

Ad inizio del progetto sarà svolta a cura dei volontari una pulizia dell’area effettuando per quanto possibile la raccolta differenziata.

Periodicamente verranno, se necessari, effettuati interventi di pulizia. Ci auguriamo di ricevere la piena collaborazione dei residenti, soprattutto di coloro che abitano nei pressi dell’Oasi che cercheremo di coinvolgere nell’azione di cura di questo piccolo lembo di natura.

La presenza dei volontari con l’azione di recupero e cura costante della piccola palude servirà a cambiare completamente l’attuale percezione di abbandono.

Recinzione leggera ed ecocompatibile con pali di castagno e corda yuta.

Proponiamo una delimitazione molto leggera con pali di castagno e corda yuta. Delimitare l’area è fondamentale per indicarne i confini, convogliare l’attenzione, comunicarne l’importanza.

I pali di castagno di lunghezza 1,5 mt andrebbero per metà della lunghezza inseriti nel terreno. I pali saranno distanziati di 2 metri l’uno dall’atro. La corda viene inchiodata sui pali per evitare eventuali furti. Si pensa a due fili di corda: in sommità dei pali e a 25 cm di distanza il secondo filo. La corda canapa è ecologica ed è la più economica tra i cordami disponibili. Il perimetro dell’area da recingere è circa 200 metri. In alcuni tratti è presente sebbene fatiscente una recinzione fatta con pali di castagno e rete metallica ricoperta in gran parte dalla vegetazione a tratti però dissestata. Si cercherà di recuperarla per quanto possibile

Installazione di due bacheche didattiche

Le due bacheche serviranno a comunicare alla cittadinanza le caratteristiche naturali e a segnalare ai passanti la presenza dell’Oasi. Saranno collocate ai due ingressi: su viale dei Promontori e su via Mar Rosso. I pannelli didattici saranno di dimensione 50 x 35 e posti in obliquo a leggio, cercando di evitare che il sole scolori le scritte. Il pannello verrà avvitato sul supporto realizzato con i tronchi di castagno.

Le due bacheche ed il percorso di visita comunicheranno l’importanza di questo ecosistema. In questo modo si propone un approccio di fruizione dell’ambiente naturale complementare al semplice godimento. Un approccio di studio degli aspetti ambientali tutelati dalla direttiva europea e, insieme, degli aspetti testimoniali. Questo lembo di palude, così come il piccolo residuo di duna costiera davanti Castel Fusano, rappresentano un’importante testimonianza di come si presentava il Litorale di Roma fino a 80 anni fa.

Aula didattica con tronchi di alberi come sediolini

Si potrebbe creare una seduta rustica con tronchi tagliati per realizzare un’aula didattica, per questo richiederemo la collaborazione del Servizio Giardini.

Percorso di visita
Verrà tracciato e segnalato un percorso di visita chepossa consentire la fruizione autonoma dell’area. Il percorso consentirà di attraversare l’Oasi collegando Via Mar Rosso con Viale dei Promontori e sarà allungato per osservare le particolarità botaniche presenti: Cladium marsicus, equiseto, salice, pioppo, specie caratteristiche di ambiente umido ma anche leccio, pino altre specie arbustive della macchia mediterranea. All’interno dell’Oasi per preservare la parte più pregiata dove è presente la specie protetta dalla Direttiva Europea Cladium marsicus sarà collocata una recinzione con corda yuta, come evidenziato nella mappa con tre linee circolari in rosso. Per segnalare il percorso verranno utilizzati paletti che emergeranno di 30 cm dal terreno.

Comunicazione attraverso il web

Il WWF Litorale Laziale comunicherà la creazione dell’Oasi naturalistica attraverso i propri siti web: wwflitoralelaziale.com, wwflitoraleromano.com

attraverso le pagine facebook e la mailing list dei soci e simpatizzanti.

Azioni previste con i tempi:

Inviata richiesta di attenzione a fine marzo 2021, effettuato un sopralluogo a inizio giugno con gli assessori all’Ambiente A. Ieva e alla Transizione Ecologica A. Gasperini e al Presidente della Commissione Ambiente F. Vitolo, X Municipio di Roma.

A fina agosto inviata richiesta per l’adozione dell’area rispondendo al bando del Comune di Roma pubblicato a fine luglio 2021.

Collaborazioni: Osservatori ambientali X Municipio