Pineta di Castel Volturno

Nome:  Pineta di Castelvolturno               

Localizzazione Comune di Castelvolturno – Prov. di Caserta

Estensione e confini: : Da Foce Volturno a Foce Regi Lagni

Mappa: 

Descrizione area e valenza ambientale:

Il popolamento arboreo di tale area costiera è costituito principalmente da pini messi a dimora negli anni ’50, realizzando così una delle pinete lungo i litorali sabbiosi dell’Italia meridionale a protezione di ampie aree agricole bonificate e oggetto della “riforma agraria”.

Come tutte le pinete impiantate, anche la pineta di Castel Volturno negli ultimi vent’anni non è stata “governata” ossia gestita attraverso interventi selvicolturali adeguati fino ad arrivare allo stato attuale di bosco fitto con densità eccessiva e non regolare.

La pineta è a prevalenza di pino domestico (Pinus pinea), ma vi sono anche altre specie dello stesso genere, quali il pino marittimo (P. pinaster) ed il pino d’Aleppo (P. halepensis). Inoltre, sono presenti altre essenze vegetali, tipiche del sottobosco della macchia mediterranea, appartenenti ai generi Mirtus, Ligustrum, Ruscus, Rhamnus, Spartium, Phyllirea, Quercus, Salix e tantissime altre, a testimonianza che la riserva naturale è, tutt’oggi, un habitat dotato di una ricca biodiversità e non solo per quanto riguarda la flora, ma anche per la nutrita presenza della fauna vertebrata (uccelli, anfibi, rettili e così via). 

Foto:

Specie simbolo: Pur non essendo presente una specie simbolo, l’area mostra una ricca macchia mediterranea ad elevata biodiversità e che quindi merita di essere tutelata.

Gestione e/o competenza attuale : Comune di Castelvolturno – Ente Riserva Regionale Foce Volturno – Costa di Licola- Lago Falciano

Progetto di tutela :  Riforestazione/rinaturalizzazione della pineta

Obiettivi: Riforestazione coerente con gli studi fitosanitari, fitosociologici e delle perizie geologiche.

Azioni previste con i tempi: Vigilare affinché la riforestazione venga effettuata coerentemente alle caratteristiche ecologiche del sito. Contestualmente il nostro supporto sarà inteso anche a creare percorsi di fruizione didattica, di educazione ambientale e ricreativo. A tal fine suggeriamo l’installazione di bacheche didattiche, creare spazi didattici e organizzare visite guidate e di realizzare un sito web da linkare a tutti le organizzazione di turismo slow e associazioni scientifiche.

Collaborazioni: Ente Parco, Comuni, Regione e Associazioni sia di cittadini che di impronta scientifica ( es. ASOIM, LIPU )