No alle grandi navi sulla costa di Fiumicino

Quanti sono i porti tra Ostia e Fiumicino?

Tanti ma a quanto pare per qualcuno non bastano…. Fiumicino è un porto canale, Fiumara Grande è un porto esteso dal mare fino a oltre il ponte della Scafa su entrambe le sponde con il Porto Romano all’interno, poi il Porto turistico di Ostia all’Idroscalo e il porticciolo sul Canale dei Pescatori e lungo le sponde.

Quante barche sono ormeggiate in questi porti?

Migliaia e migliaia …ma a quanto pare per qualcuno sembrano non essere sufficienti visto che si pensa ancora ad un altro porto turistico alla foce del Tevere per ospitare anche imbarcazioni molto più grandi e impattanti, per non parlare del faraonico progetto di porto commerciale a nord della Fossa Traianea. 

Insieme al porto per piccole imbarcazioni, accanto al vecchio Faro di Fiumicino, si vuole infatti realizzare un porto per accogliere le navi da crociera, il progetto iniziale del 2009 non lo prevedeva. Questa non è una semplice variante al progetto precedentemente approvato – e miseramente annegato tra i flutti delle inchieste giudiziarie; è necessario quindi, come afferma il Ministero dei beni culturali (oggi Ministero della Cultura): un “nuovo progetto per il quale risulta necessaria un’approfondita valutazione degli aspetti di competenza di questo Ministero”. 

E’ stato consegnato nel 2019 il “nuovo progetto” per accogliere anche le navi da crociera. Siamo sul mare di Roma, circa 3 milioni di abitanti, la città più popolosa di tutta Italia.

Porto Turistico

La viabilità è esigua. In questi ultimi anni è stato grande l’impegno dell’Amm. Comunale di FIUMICINO nell’organizzare in modo idoneo il reticolo viario, introducendo diversi dissuasori e zone 30, con buoni risultati in termini di qualità della vita. Condividiamo le osservazioni del Ministero della Cultura sulla necessità di “una più accurata analisi degli impatti cumulativi…in termini di mobilità sul territorio”

L’idea è quella di arrivare con questi enormi palazzi galleggianti alle porte della capitale per poterla visitare. Ancora il parere del Ministero che osserva: “particolare attenzione andrà posta per superare il problema della presenza del “fuori scala” costituito dalle navi da crociera (caratterizzate da dimensioni, forme e materiali estranei al contesto) nella realtà dell’Isola Sacra, evitando impatti negativi – non solo visivi- che potrebbero scaturire dalla stridente differenza dimensionale-volumetrica rispetto a quelle circostanti.”

Pensiamo alle migliaia di turisti che scendono dalle navi da crociera per raggiungere la città di Roma: 2000, 3000, 4000 persone che nello stesso momento in autobus si muoveranno verso la capitale. Numeri consistenti, dai 50 agli 80 autobus che partono contemporaneamente attraverso le strade non molto ampie di Fiumicino, via Trincea delle Frasche e via Coni Zugna per immettersi su via dell’Aeroporto e arrivare a Roma. Autostrada, via Portuense, via del Mare, hanno da tempo esaurito la propria capacità di carico, lo sappiamo bene, ne abbiamo tutti fatto esperienza. 

Rileviamo inoltre che il fondale non è idoneo, poco profondo per accogliere le navi da crociera. Questo impone “importanti dragaggi per realizzare le batimetrie necessarie al passaggio delle navi, e non solo all’interno del bacino portuale”. Da questo deriva un rischio archeologico sul patrimonio sommerso, come osserva sempre il Ministero ma anche un fortissimo impatto sull’ambiente marino e costiero. 

Ricordiamo che ci troviamo alla foce del Tevere è che l’afflusso di sedimenti trasportati dal fiume, seppur diminuito negli ultimi 50 anni – da qui il problema dell’erosione costiera – esiste comunque. L’apporto di sedimenti andrà in qualche modo a generare problemi di insabbiamento (un destino segnato dai tempi dell’Imperatore Claudio), quindi la necessità di mantenere periodicamente le batimetrie.

Le escavazioni in mare di sicuro avranno un impatto sul Sito di Interesse comunitario, denominato “Isola Sacra” che si trova nelle adiacenze del vecchio faro. La cementificazione produrrà ulteriori drammatici fenomeni di erosione nei tratti più pregevoli della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. I monitoraggi costanti, auspicati e promessi, non risolveranno certamente le gravi ripercussioni in termini di inquinamento e di rumore, con conseguenze negative sulla salute degli abitanti di Fiumicino e del litorale.

In attesa del parere del Ministero dell’Ambiente che affronterà gli aspetti più propriamente legati all’alterazioni provocate sull’ambiente naturale, le nostre Associazioni esprimono enormi preoccupazioni nei confronti di questo progetto.

Altra prospettiva che ci inquieta profondamente, anche se il suo iter rimane ancora lungo e complesso, è il mega-porto commerciale previsto a nord del Canale di Fiumicino. Mentre il 31 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato un decreto-legge che escluderà, in sintonia con l’Unesco, l’approdo della Grandi Navi dalla Laguna di Venezia, Fiumicino dovrebbe accogliere ancora altre navi da crociera (per 230.000 passeggeri all’anno), nonché imponenti cargo (per 3 milioni di tonnellate di merce all’anno) e traghetti (per 565.000 passeggeri all’anno).

Porto commerciale

Per il nuovo scalo, cofinanziato dalla Banca Europea per gli investimenti (BEA) si prevede una spesa complessiva di 195 milioni di euro, di cui 39 già stanziati per la darsena pescherecci, unico progetto finora approvato. Estensione complessiva 1,750 milioni di metri quadrati. Tutto ciò andrebbe ad aggiungersi al traffico di prodotti petroliferi, oggi di 3,5 milioni di tonnellate all’anno.

Dichiara M. Gabriella Villani Presidente del WWF Litorale Laziale: “Se potrebbe avere qualche senso una diversa localizzazione dei pescherecci non ha nessun senso l’attracco delle enormi navi da Crociera dati i collegamenti viari saturi tra Fiumicino e Roma e la completa mancanza di trasporto su rotaia, di cui invece è dotato il Porto di Civitavecchia che inoltre è dotato anche del raccordo diretto con l’autostrada.”

Dichiara Francesco Spada, botanico, rappresentante di Italia Nostra Litorale Romano, Studioso Ospite presso Dept. of Plant Ecology and Genetics, Università di Uppsala (Svezia): “E’ con stupore, incredulità e indignazione che si prende atto della progettazione delle opere in oggetto. Tali opere, se realizzate, rappresenterebbero ad oggi, la più disastrosa e irresponsabile minaccia alla residua integrità ambientale del litorale laziale, proprio in un’epoca storica che ambisce o è costretta a raggiungere obiettivi di sostenibilità. Il litorale medio-tirrenico in corrispondenza del delta del Tevere è, infatti, sistema geo-morfologico di costa bassa di ben nota e scientificamente documentata, elevatissima vulnerabilità.

LE DOMANDE: Abbiamo veramente bisogno delle Grandi Navi? Qualcuno si è accorto della assurda sovrapposizione di due progetti del genere? Come si può, mentre concetti quali la “transizione ecologica” diventano parole d’ordine istituzionali, continuare a pensare a uno sviluppo basato sulla cementificazione e sul consumo delle risorse? Perché non investire invece nella riqualificazione dei nostri splendidi litorali e nella promozione del turismo sostenibile?

LE RISPOSTE?

Fiumicino 13 giugno 2021

Tour plastic free 5 giugno, giornata mondiale dell’ambiente

Per la giornata MONDIALE DELL’AMBIENTE due gli eventi organizzati: a Terracina, Porto Badino e a Ostia, Castel Porziano.

ore 9.00 appuntamento Porto Badino, Terracina – Latina, per ripulire il tratto di spiaggia che va da Badino a Sisto

ore 17.00 appuntamento III Cancello via Litoranea, Castel Porziano per ripulire un tratto di spiaggia duna dei cancelli di Castel Porziano

Il 5 giugno 2021, si celebrerà la Giornata Mondiale dell’Ambiente!

Il tema della Giornata di quest’anno sarà il “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. La Giornata del 5 giugno lancerà ufficialmente il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema, introdotto con la missione globale di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare.

I partecipanti possono iscriversi ai singoli eventi tramite la piattaforma online Evenbrite: http://wwf.it/spiaggeplasticfree

RACCOMANDIAMO di partecipare muniti di un paio di guanti da giardinaggio, cappellino e borraccia d’acqua e nel rispetto delle vigenti norme AntiCovid.

La precedente iniziativa svolta ad Ostia, davanti la stazione di Castel Fusano, ha avuto un’ottima partecipazione, con oltre 20 persone presenti e 15 sacchi raccolti in un’area retrodunale estesa 1 ettaro circa.

  • La Guida pratica della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021 (nota anche con il nome di The Ecosystem Restoration Playbook) disponibile al seguente link: https://www.worldenvironmentday.global/get-involved/ecosystem-restoration-playbook. Questa guida di 21 pagine si rivolge a tutti coloro interessati al ripristino degli ecosistemi, offrendo spunti di riflessione, percorsi e consigli per agire subito a favore del pianeta. In particolare, l’Ecosystem Restoration Playbook fornisce un’introduzione dettagliata alla vasta gamma di azioni che possono esser messe in atto fin da subito per rallentare e fermare il degrado degli ecosistemi e favorire il loro pieno recupero.
  • Una pagina web https://www.worldenvironmentday.global/latest/featured-updates costantemente aggiornata per consultare e vedere le ultime news su eventi e iniziative riguardanti la prossima Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Plastic free sul Litorale del Lazio

I volontari alla fine del lavoro

Le attività di pulizia dei luoghi naturali, spiagge, boschi, prati, aree verdi in generale, sono sempre bene accolte ed apprezzate, sono un’occasione preziosa di aggregazione e di condivisione.

Oggi anche a livello individuale possiamo vedere persone impegnate in questo tipo di azione che produce una soddisfazione immediata: far risplendere un ambiente che prima con la presenza di rifiuti appariva degradato e abbandonato.

L’azione di rimuovere i rifiuti e soprattutto le plastiche, rifiuti che si degradano in decine, talvolta centinaia, di anni, diventa un momento educativo di grandissima rilevanza. Chi opera ha modo di riflettere sugli oggetti che trova abbandonati e chi osserva dall’esterno viene stimolato a riflettere sul problema della produzione dei rifiuti.

Oggi troviamo nell’ambiente tanto materiale plastico che lasciato a se stesso va a generare le microplastiche, pezzetti di lunghezza non superiore ai 5 millimetri, che possono entrare nei cicli biologici, degli animali marini prima di tutto e entrano nella catena alimentare fino ad arrivare all’uomo.

Le microplastiche e ancora di più le nano plastiche rappresentano un gravissimo problema ambientale sul quale occorre intervenire in modo efficace e più veloce possibile. Si è iniziato con i bastoncini dei cotton fioc, con gli shopper. Il percorso deve assolutamente continuare ed allargarsi per contrastare questo fenomeno in modo deciso.

Per questo il WWF Litorale Laziale, sta organizzando una serie di appuntamenti da maggio a settembre.

Ai partecipanti è richiesto di registrarsi al link http://wwf.it/spiaggeplasticfree

RACCOMANDIAMO di partecipare muniti di un paio di guanti da giardinaggio, cappellino e borraccia d’acqua e nel rispetto delle vigenti norme AntiCovid.

22 maggio sabato, app. Stazione Castel Fusano, ore 9.30, plastic free Oasi della duna
  
5 giugno sabato, app. Porto Badino, Terracina, Latina ore 9.00,spiaggia da Badino a Sisto
  
5 giugno, app. III Cancello via Litoranea Roma Anzio, ore 17.00, spiaggia dei Cancelli Castelporziano
  
12 giugno sabato, app. Focene, Mare Nostrum, ore 9.00 passeggiata plastic freeMare Nostrum, Focene
  
19 giugno sabato, app. Focene, Mare Nostrum, ore 9.00 passeggiata plastic freeMare Nostrum, Focene
  
3 settembre, Torre Astura ore 9.00 app. parcheggio ingresso.Torre Astura spiaggia del Demanio Militare
  
12 settembre, spiaggia del Fratino, app. ore 17.00 davanti stabilimento Calypso Ardea, Lungomare Ardeatini, 59

Per informazioni inviate un messaggio, possibilmente wa, al 347 8238652, nel caso sarete richiamati.

Civitavecchia: valle del fosso dell’Infernaccio, sottobosco distrutto

Percorrendo l’autostrada nei pressi di Civitavecchia, guardando verso l’entroterra, si incontra un’importante area dal punto di vista naturalistico tutelata dalla direttiva Uccelli, direttiva europea a salvaguardia degli uccelli e dei loro habitat: la ZPS “Comprensorio Tolfetano- Cerite-Manziate”.

Oggi tra il verde intenso della macchia mediterranea si vedono chiaramente alcune zone brulle, quasi del tutto prive di vegetazione. Cos’è accaduto? Nell’ultima settimana di marzo c’è stato un intervento di completa eliminazione del sottobosco nelle aree 1 e 2 della cartografia in basso.


Al riguardo il WWF Litorale Laziale ricorda che eliminando il sottobosco si produce un notevole danno ambientale, soprattutto alle specie nidificanti e alla fauna in generale, piccoli roditori e rettili. Con questa azione specifica si è generata una consistente perdita in termini di biodiversità. Inoltre va ancora ricordato che il terreno calcareo-sabbioso, trovandosi spoglio del sottobosco, quindi senza copertura vegetale, è esposto a frane.


Per tale motivo il WWF Litorale Laziale ha inviato un esposto ai Carabinieri Forestali e per conoscenza all’Università agraria di Civitavecchia e alla Procura di Civitavecchia nel quale si chiede di sapere se l’intervento sia stato autorizzato ed in caso affermativo se l’esecuzione risulti essere stata coerente con quanto autorizzato. Inoltre si chiede di intervenire per identificare eventuali responsabili.


Il Piano di gestione ed assestamento forestale – PGAF (il cui committente è l’Università Agraria di Civitavecchia che gestisce questo territorio) è stato “redatto sulla base dei principi della selvicoltura naturalistica ed ecologica volti a valorizzare e a migliorare le cenosi forestali, affinché continuino a fornire beni e servizi alla popolazione locale, senza peraltro trascurare la salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della funzione ecologica dei boschi. Tutti gli interventi previsti mirano al mantenimento della stabilità dei versanti, degli habitat naturali, delle specie animali ospitate ed alla prevenzione dei fenomeni di degrado eventualmente innescati da incendi e da fitopatie.”

Sembrerebbe proprio che i principi alla base del Piano di gestione ed assestamento forestale – PGAF – nella Valle del Fosso dell’Infernaccio siano stati totalmente disattesi.

No Kite surf sulle spiagge della Riserva da aprile a luglio

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Focene Marenostrum

Qualche tempo fa abbiamo inviato alcune riflessioni riguardo la pratica del kite sulle spiagge della Riserva all’Ufficio della Riserva del Comune di Fiumicino che ha prontamente risposto.

Il documento da noi inviato qui allegato è stato sottoscritto da Italia Nostra Litorale Romano.

Alleghiamo la risposta del Comune, che ha come oggetto: Riserva naturale Statale del Litorale Romano, DISPOSIZIONI DEL VIGENTE PDG DA RECEPIRE NELL’ORDINANZA BALNEARE.

Riportiamo le parti principali.

Si condivide la necessità di allegare all’ordinanza una planimetria con l’individuazione puntuale delle aree ove è consentita la pratica del kite surf, e si prende atto della presenza nell’art. 3 dell’ordinanza “Prescrizioni generali sull’uso delle spiagge” dei divieti volti a tutelare l’ambiente costiero con particolar riguardo all’habitat dunale.

A seguito dell’adozione del Piano di Gestione, in alcune delle zone indicate nell’art 17 dell’ordinanza “Spiagge libere dedicate all’attività del kite surf”, precisamente le zone B-C-D-E, ricadendo le stesse in zona 1, Ambito Costiero, Unità di Gestione IX e X, ai sensi dell’art. 30 co. 7 del Regolamento Attuativo del Piano di Gestione “sono vietate le manifestazioni sportive nelle aree di tipo 1 di Ambito Costiero, Unità di Gestione IX, X, XI; nel periodo tra aprile e luglio particolarmente sensibile per la riproduzione del Fratino (Charadrius alexandrius); in tale periodo è inoltre severamente vietato portare i cani sulla spiaggia senza guinzaglio, effettuare la pulizia del litorale con mezzi meccanici e l’approdo con mezzi nautici a motore
Ai sensi dell’Art. 30 del citato R.A. la pratica del kite surf è quindi vitata nel periodo
compreso tra aprile e luglio nelle
aree di tipo 1 incluse nell’ambito costiero, Unità di Gestione IX, X, XI nelle quali ricadono appunto le zone B-C-D-E citate nell’ordinanza.

Le nostre riflessioni, in sintesi:

Fosso Cupino

Il kite surf è una disciplina sportiva che si presenta come ecologica in quanto fa uso dell’energia del vento.

Tuttavia la scorsa estate, sulla spiaggia di Focene, località Marenostrum, dove è in corso un Progetto di salvaguardia e protezione della duna costiera e sulla spiaggia adiacente fosso Cupino abbiamo avuto modo di osservare molto attentamente una problematica importante.

I praticanti di kite surf in alcuni momenti di vento favorevole diventano molto numerosi con la loro attrezzatura alquanto ingombrante: l’aquilone è ampio dai 6 ai 16 metri per circa due metri di profondità con corde lunghe circa 10 metri. Per questo spesso, per mancanza di spazio, si collocano sulle dune che a Marenostrum molto faticosamente stiamo tentando di proteggere. Mentre alla foce di Fosso Cupino il calpestio intenso e continuo ha determinato la scomparsa di diverse specie caratteristiche della duna. Inoltre, spesso l’attività viene svolta ben oltre l’area autorizzata, invadendo l’arenile verso sud, con conseguente pericolo per i bagnanti. Stessa problematica si manifesta per altro in tutte le cinque zone previste dall’art. 17 dell’Ordinanza del Sindaco n. 40.

A Focene Marenostrum, prima della realizzazione della recinzione abbiamo avuto modo di osservare che alcuni praticanti di kite surf arrivavano direttamente sulla spiaggia con la propria auto, a conferma che sono necessarie azioni precise per cambiare comportamenti errati.

Ci siamo chiesti come sia possibile conciliare la tutela delle dune e la tutela dei bagnanti con la possibilità di praticare questo sport. Infatti il kite diviene pericoloso per i bagnanti, poiché a volte i surfisti, specie quelli meno esperti, non sono in grado di governare completamente l’aquilone e arrivano ad altissima velocità nelle aree destinate alla balneazione con i loro kite e con le corde che possono provocare incidenti.

Fosso Cupino

Per questo abbiamo analizzato l’art. 17 dell’ORDINANZA SINDACALE  N. 40 del 22-05-2020, dove vengono indicate le zone per la pratica del Kite Surf.

Evidenziamo che le aree individuate per la pratica del kite surf si trovano all’interno della Riserva Naturale Statale Litorale Romano, dove è prioritario proteggere l’ecosistema, come prevedono la legge istitutiva di marzo 1996 e il piano di assetto approvato a gennaio 2020.

Prima osservazione: le foci mutano molto facilmente quindi dare come indicazione di riferimento la distanza dalla foce di fossi o canali non facilita il rispetto delle indicazioni. In generale non sono evidenti estensione e confini delle aree attraverso le indicazioni fornite, poiché prive di cartografia. Servirebbe una mappa e servirebbe anche una delimitazione precisa verso l’entroterra.

Affermare, come recita l’art. 17, che “è garantita la libera fruizione dell’attività di kite surf ed è vietata la fruizione ai bagnanti per l’intera profondità della spiaggia” ……non tutela affatto le dune costiere e i bagnanti.

In particolare nella zona C, l’area di kite parte da 100 metri a sud della foce di fosso Cupino mentre le foto mostrano che in agosto 2020 l’area utilizzata era a meno di 100 metri dalla foce di fosso Cupino.

La zona E, iniziando da 250 metri a sud della foce del Canale delle Acque Alte elimina di fatto la spiaggia per la balneazione. Mentre esisterebbe un’ampia possibilità di spazio a nord dell’attuale foce del Canale delle Acque Alte.

Proponiamo quindi di modificare l’ articolo 17 per potere realmente tutelare: a) i bagnanti, b) l’ecosistema delle dune, c) chi pratica il kite surf.

  1. Individuare su una mappa aerea le aree destinate al kite surf;
  2. Comunicare attraverso i canali ufficiali, in primis il sito istituzionale del Comune, le mappe delle suddette aree;
  3. Limitare lo spazio destinato al kite surf verso terra, onde evitare che i praticanti invadano le dune costiere con la loro attrezzatura;
  4. Apporre un’idonea cartellonistica a firma del Comune nelle aree destinate alla pratica del kite che delimitano i corridoi di atterraggio e gli spazi verso l’entroterra.

CONCLUSIONI

Ci aspettiamo dunque che l’ordinanza balneare, che lo scorso anno è stata pubblicata in giugno, recepisca quanto disposto dal Piano di Gestione della Riserva, che le aree kyte siano mappate accuratamente e che la mappatura sia resa pubblica. Infine che sia disposta in loco un’idonea cartellonistica da parte del Comune di Fiumicino.

Focene zona E, cartellonistica realizzata a cura dei surfisti (estate 2020)

Il nostro fiume è bene comune

Questo è il titolo del progetto con il quale a gennaio scorso abbiamo partecipato al bando per la concessione di contributi per i contratti di fiume delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi D.G.R 851/2020. Con soddisfazione su quasi 100 progetti il nostro si è classificato secondo.

Il progetto, rivolto a 9 classi di 3 Istituti Comprensivi del X Municipio di Roma, sarà realizzato con il contributo della Regione Lazio- Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume.

Nei prossimi giorni contatteremo i dirigenti per potere partire a settembre con questo percorso per la scoperta/conoscenza, la visione, le azioni e la responsabilità sul fiume TEVERE.

Ognuna delle 9 classi, con la collaborazione dei docenti, sarà coinvolta in laboratori, esplorazioni, giochi e a conclusione la festa del fiume.

Sei appuntamenti per ciascuna classe dove bambine e bambini, ragazze e ragazzi conosceranno, sperimenteranno, saranno partecipi nel percorso per la costruzione di un saldo e positivo legame con il proprio territorio con il fiume al centro.

EARTH HOUR 2021

Il gesto simbolico di spegnere le luci dalle 20.30 alle 21.30, l’ultimo sabato del mese di marzo, per l’Ora della Terra, ha un profondo significato.

Il cambiamento nasce da ciascuno di noi e inizia da attenzione e coerenza nelle nostre azioni quotidiane.

C’è una domanda che è alla base del cambiamento: “Il mio gesto è in linea con la salvaguardia della natura? Contrasta o invece contribuisce alla crisi climatica?”

ASPETTANDO EARTH HOUR

Abbiamo condiviso dal 21 marzo ogni giorno con voi riflessioni e buone pratiche per aiutare in questo cambiamento. 

Risparmio energetico – WWF Litorale Laziale (wordpress.com) 21 marzo

ACQUA – WWF Litorale Laziale (wordpress.com) 22 marzo, giornata mondiale dell’ACQUA

Risparmio energetico, piccoli gesti quotidiani – WWF Litorale Laziale (wordpress.com)

Illuminazione – WWF Litorale Laziale (wordpress.com)

Elettrodomestici: il frigo – WWF Litorale Laziale (wordpress.com)

Elettrodomestici: lavatrice e lavastoviglie – WWF Litorale Laziale (wordpress.com)

Trascorriamo l’ora della Terra dalle ore 20.30 alle 21.30 in armonia, ceniamo con luci basse o a lume di candela, ma soprattutto riflettiamo sul piccolo cambiamento che ciascuno di noi ha la possibilità di attuare.

“Ci auguriamo anche che ognuno faccia del suo meglio per coinvolgere gli altri e far sentire la propria voce per salvare il Pianeta e garantire per un futuro sostenibile a noi e alle altre specie” – Mariagrazia Midulla Responsabile Clima e Ambiente WWF ITALIA

Elettrodomestici: lavatrice e lavastoviglie

Aspettando Earth Hour…

Gesti quotidiani con l’obiettivo del risparmio energetico e quindi economico. E’ possibile, è nostro potere il cambiamento…

  • fai partire lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico e NON nelle ore di punta di richiesta energetica
  • alcune lavastoviglie o lavatrici prendono in ingresso l’acqua calda riducendo l’impiego della resistenza elettrica
  • pretratta le macchie sui capi da lavare e non impostare temperature alte nei programmi di lavaggio
  • non usare la funzione di asciugatura delle lavatrici, assorbono moltissima energia, alle nostre latitudini i panni possono asciugare all’aria con in più l’effetto sanificante del sole.
  • non acquistare una lavatrice più grande di quanto ti serve in base alle persone che deve servire
  • l’abuso di maggiori quantità di detersivo non migliora la resa nel lavaggio e aumenta l’inquinamento dei corsi d’acqua e del mare. L’effetto “lavante” è dato dal rimescolamento e da un minimo di pretrattamento e detersivo
  • evita che il calcare si accumuli sulla resistenza, periodicamente fai un lavaggio breve con aceto al posto del detersivo e aggiungi periodicamente al lavaggio del bicarbonato di sodio piuttosto che i decalcificanti in commercio. Il bicarbonato è anche disinfettante
  • per la lavatrice usa il programma corretto in base al tipo di capi da lavare
  • prima di mettere i piatti nella lavastoviglie lasciali in ammollo in acqua non corrente (basta una bacinella magari riempita con l’acqua della pasta) e liberali dallo sporco con una spazzolina
  • non aprire la porta del forno troppo spesso e per lungo tempo
  • spegni il forno 5-10 minuti prima del necessario per sfruttare il calore residuo
  • per rinfrescare l’ambiente quando fa caldo apri le finestre quando la temperatura esterna è’ più bassa e chiudile quando è più alta, l’ideale sarebbe fare le pulizie nelle ore fresche della giornata e poi chiudere i vetri, se sono doppi e gli infissi isolanti la casa rimarrà fresca a lungo.
  • riduci al minimo l’uso del climatizzatore, chiudi sempre le finestre quando è in funzione, non impostare una temperatura inferiore a 5 gradi rispetto alla temperatura esterna, dai precedenza all’uso della funzione di deumidificazione. Questo vale anche in auto.

Elettrodomestici: il frigo

Aspettando Earth Hour

Le scelte corrette a medio e breve termine sono gesti di “cura” per la nostra Terra, la casa comune.

  • quando acquisti fai attenzione alla classe energetica, scegli A+++, confronta i prodotti su eurotopten.it
  • metti il frigo in luogo fresco ed arieggiato, lontano dalla cucina a gas o elettrica, lascia la parete radiante ad almeno 15 cm dal muro, non introdurre cibi caldi, aprilo solo il tempo minimo, elimina il ghiaccio dalle pareti del surgelatore quando supera mezzo cm di spessore, per grandi volumi considera il surgelatore a pozzetto
  • non acquistare un frigo più grande di quanto ti serve (1 persona 100-150 litri, 2-4 persone 220-280 litri , 4+ persone 300 litri o più)
  • non ammassare i prodotti nel frigo
  • quando congeli un prodotto dividilo in porzioni piccole
  • quando devi scongelare un prodotto toglilo dal congelatore e mettilo nel frigo qualche ora prima
  • pulisci e verifica periodicamente le guarnizioni del frigo.
  • imposta il termostato del frigo ad un valore medio-basso, 6-8°C è sufficiente.

Illuminazione

Aspettando Earth Hour…

Come ottimizzare l’uso dell’energia per illuminare la casa?

  • usa lampade a led o fluorescenti compatte
  • usa un lampadario con una sola lampada invece di uno con tante lampade
  • direziona la luce verso il basso e non diffusa verso l’alto
  • spolvera le lampadine almeno 2 volte all’anno
  • usa colori chiari per la pittura delle pareti di casa e tende sottili e bianche alle finestre
  • usa la luce naturale esterna finché è disponibile posizionando le scrivanie o poltrone dove si legge vicino alle finestre
  • usa nella stessa stanza piccole lampade a risparmio negli angoli dove si sosta e un lampadario con una sola lampadina sul tavolo da pranzo.
  • considera l’impiego di sensori di presenza nei corrido e nelle zone di passaggio
  • disattiva led e luci che rimangono accese tutta la notte
  • in giardino istalla luci crepuscolari che si accendono con il buio
  • sempre in giardino usa pochi faretti direzionati verso le zone calpestabili ed evita i globi luminosi, sono causa dell’inquinamento luminoso del cielo. Se già li hai, copri la parte superiore della sfera con una mezza sfera di qualsiasi materiale o con della vernice scura