LATINA: UN PROGETTO INSOSTENIBILE VIENE RIPROPOSTO

NONOSTANTE PRECEDENTI E COMPROVATI INSUCCESSI

Circeo lago di Sabaudia

Non infliggiamo ulteriori danni alle nostre coste

Con vivo disappunto veniamo a conoscenza che il Comune di Latina ha fatto elaborare un progetto di “fattibilità tecnica ed economica” per il completamento delle opere di protezione della costa da Foce Verde a Capoportiere, da realizzare mediante scogliere e pennelli rocciosi. Già nel 2004 – 2008, in un tratto di litorale di Foce Verde, fu realizzato un ripascimento rigido della stessa tipologia, che ha dato risultati soddisfacenti nel solo tratto interessato dai lavori ma ha prodotto danni devastanti nell’intera costa a sud-est fino al promontorio Circeo.

A suo tempo l‘ISPRA, in una pubblicazione del 2009, aveva palesemente sconsigliato il prolungamento fino a Capoportiere di tali opere, dato che la conoscenza della letteratura scientifica nazionale e internazionale in materia confortava il giudizio negativo su qualsiasi pratica di recupero delle spiagge con opere improprie, quali scogliere e pennelli rocciosi come sottolineato da Mario Tozzi in un articolo del 2018 e come denunciato da decenni dal prof. Pranzini dell’Università di Firenze.

Da decenni autorevoli ricercatori hanno studiato il fenomeno dell’erosione costiera cercando di scoprirne le cause e fornire gli strumenti tecnici alle amministrazioni interessate per realizzare opere che permettessero di recuperare il danno creato ai territori costieri e alle comunità che li abitano.

Oltre ad oscillazioni periodiche della linea di costa, dovute a cause naturali, i ricercatori hanno individuato in alcune tipologie di attività antropiche la causa principale di questo degrado.

Responsabili in primis sono stati individuati i porti con moli e avamporti protesi a mare, approdi, anche di modeste dimensioni e scogliere e pennelli rocciosi trasversali alla costa.

Purtroppo sulla costa del Lazio tutti questi elementi sono riconoscibili molto facilmente in tutti i comuni che affacciano sulla costa, specie in provincia di Latina dove la costa è sabbiosa e particolarmente vulnerabile; ne attestano purtroppo la fragilità le condizioni in cui versa attualmente la duna di Sabaudia, gioiello naturalistico interno al Parco Nazionale del Circeo.  

In 40 anni circa la ricerca è andata avanti e nonostante questo ci si ostina ad adottare progetti di sicuro esito devastante, con ripercussioni inimmaginabili per il turismo e l’economia dei territori che verrebbero coinvolti.

Oltre al danno ambientale gravissimo dobbiamo ricordare il danno erariale che ne potrebbe derivare e la richiesta di risarcimento da parte di imprenditori balneari e comuni. Per un maggiore approfondimento alleghiamo alla presente, oltre alla nota inviata alle autorità competenti e  la relazione del nostro socio Dott. Nello Ialongo, Geologo con provata e solida esperienza  nel campo.

Relazione Dott. Nello Ialongo, Geologo

UN PROGETTO ASSOLUTAMENTE INSOSTENIBILE

Il Comune di Latina ha provveduto a far elaborare un progetto di “fattibilità tecnica ed economica” per il completamento delle opere di protezione della costa da Foce Verde a Capoportiere, da realizzare mediante pennelli rocciosi e scogliere per un importo di oltre cinque milioni. In un tratto di litorale di Foce Verde era stato eseguito, nel 2004 – 2008,   un ripascimento rigido della stessa tipologia, che ha dato risultati devastanti.

Durante la costruzione della scogliera e dei pennelli  era in corso lo “Studio Preliminare Ambientale per la Ricostruzione e Difesa del Litorale compreso tra Capo Portiere e Torre Paola”, finanziato dalla Regione Lazio e commissionato  dall’Amministrazione Provinciale di Latina all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Nell’Addendum alla Relazione Generale riguardante gli studi di modellistica numerica (datato 28 gennaio 2009) si trova scritto che: “La crisi del litorale tra Foce Verde e Capoportiere, dopo la realizzazione dei primi pennelli e della barriera sommersa, nonostante il ripascimento, è rapidamente progredita verso sud costringendo alla realizzazione di tre nuovi pennelli” …… “è stato ipotizzato un prolungamento  del sistema di difesa del tratto compreso tra la barriera emersa e Capoportiere, costituito da pennelli con testate sommerse ”  …………… “Se da un lato, tale soluzione darebbe sicuri e immediati benefici locali dall’altro comprometterebbe la stabilità del litorale tra Capoportiere e Torre Paola…”

Nonostante che a suo tempo non sia stato operato alcun prolungamento,   gli effetti della più contenuta opera realizzata a Foce Verde, nei litorali a sud della zona di intervento, sono stati  molto più pesanti di quanto previsto dallo studio dell’ISPRA. Di anno in anno, progressivamente a partire dalla Marina di Latina fino al Promontorio Circeo, si sono verificate ampie escavazioni dei fondali,  elevati arretramenti delle spiagge, distruzione di molti stabilimenti balneari (compreso quello della Polizia di Stato di Latina), devastanti erosioni, e crolli, del versante dunare in numerosi  tratti del litorale, con asportazione della tipica macchia mediterranea. L’approfondimento dei fondali ha comportato la scomparsa in molti tratti delle barre sabbiose sommerse fondamentali per l’attenuazione dell’energia dei marosi durante le mareggiate.

I dissesti di maggiore intensità nella duna sono avvenuti laddove i fondali avevano acquisito maggiore profondità. A Sabaudia nei primi mesi del 2009 sono avvenuti crolli della duna particolarmente consistenti sotto il parcheggio del ristorante “La Giunca” e in corrispondenza della villa dello scultore Emilio Greco. Nella duna su cui giace tale villa si è formata una scarpata di erosione alta 6 – 7 metri. Nel 2010 una mareggiata ha distrutto lo stabilimento balneare dell’Hotel Le Dune e prodotto consistenti erosioni in vari tratti di duna compresi tra detto albergo e Torre Paola.

In alcuni tratti di litorale del Parco Nazionale del Circeo l’erosione dei fondali ha messo a nudo  uno strato roccioso, appartenente ad una formazione geologica più antica, solcato da fratture, a volte con bordo tagliente, molto pericoloso per i bagnanti. Nell’intera costiera di Sabaudia,  tale formazione lapidea era stata raggiunta soltanto laddove  (insensatamente) è stata attiva per molti anni (periodo 1950 – 1960) una cava di sabbia dal fondo marino.

La pesante accentuazione delle condizioni di vulnerabilità dell’ecosistema dunare del Parco del Circeo, provocata dalla realizzazione dell’opera di Foce Verde, ha comportato seri provvedimenti  da parte dell’Autorità di Bacino del Lazio. L’intera costa compresa tra Rio Marino e Torre Paola è stata classifica nel Piano dell’Assetto Idrogeologico della Regione (P.A.I.), come “Area di attenzione per pericolo di  frana” e il tratto di duna antistante Sabaudia, che comprende l’Hotel Le Dune e la villa dello scultore Emilio Greco, addirittura area a “pericolo di frana molto elevato” A(PA/RA) nel P.A.I.

Circa le procedure di legge relative all’approvazione del progetto del Comune di Latina va sottolineato che l’opera che si prevede di realizzare va obbligatoriamente sottoposta (direttiva 92/43/CEE “Habitat”) quantomeno a studi di Incidenza Ambientale (VINCA). Non c’è dubbio alcuno che l’intervento previsto avrà effetti “significativi” sui alcuni siti della rete Natura 2000 presenti nel vicino comprensorio del Parco Nazionale del Circeo. Per quanto riguarda le dune (sito natura 2000: IT6040018) il precedente intervento di Foce Verde costituisce  un  modello sperimentale “in campo” altamente dimostrativo, una prova provata di quanto avverrà con assoluta certezza nella costa fino al promontorio Circeo (ove il progetto di che trattasi dovesse essere realizzato), in un ecosistema: dune-spiaggia emersa-spiaggia sommersa, già altamente destabilizzato dal precedente intervento degli anni 2004-2008. Gli studi effettuati a sostegno del progetto al confronto non possono che avere una modesta validità, per altro sostanzialmente teorica, vista l’elevata complessità degli idrodinamismi generati dalle mareggiare e la estrema variabilità di luogo in luogo degli stessi, in particolare con il variare della morfologia dei fondali.

Va fatto rilevare che mentre le spiagge nelle stagioni favorevoli in qualche misura si ricostituiscono (in parte anche per la sabbia rilasciata dal versante  dunare durante i processi di erosione),  le dune del Parco subiscono dissesti permanenti che, anche a causa dell’erosione eolica e del ruscellamento delle acque di pioggia, si prolungano a tratti fino alla strada lungomare pontino provocando crolli o smarginature della sede viaria.

E’ certamente assurdo che in materia di dinamica dei litorali si continuino ad ignorare gli appelli di docenti universitari e ricercatori di enti quali il C.N.R., l’ISPRA, l’ENEA, i quali da tempo hanno  dichiarato che le opere foranee di protezione delle spiagge, risolvono il problema del recupero delle spiagge laddove si opera l’intervento ma producono devastanti erosioni  per decine di chilometri negli arenili in direzione delle correnti marine.

Il geologo Mario Tozzi, primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, noto esperto ambientale e divulgatore scientifico, è stato intervistato (IL TEMPO del 4/04/2018) in merito alle problematiche dell’erosione costiera, con riferimento alla costa a nord di Roma  dove la duna di Focene, è stata addirittura sfondata e  la spiaggia a Fregene, nell’inverno 2018, è in gran parte scomparsa. Tozzi ha affermato che la principale causa dei dissesti in quella zona è da attribuire (oltre alla costruzione del nuovo porto turistico di Fiumicino) alla realizzazione di difese delle spiagge con opere assolutamente improprie quali scogliere e pennelli rocciosi. Circa i rimedi Tozzi ha indicato come assoluta priorità, ai fini della tutela dei litorali,  il blocco di qualsiasi opera  di difesa rigida sull’intera costa laziale.

Di recente il Ministero per l’Ambiente è intervenuto per bloccare la realizzazione nel lungomare di Ostia  progetto di difesa rigida con  pennelli disposti lungo un tratto di spiaggia di 4 chilometri.

Detto quanto sopra si pone con forza il problema del risarcimento dei danni causati da opere di difesa rigida della costa, aggettanti in mare, ormai unanimemente considerate foriere  di pesanti dissesti ambientali e di gravi ripercussioni sulle attività balneari e turistiche che si svolgono nelle località costiere.

E’ molto significativo al riguardo il risultato di una vertenza tra il Comune di San Lucido, in Calabria,  e la Soc. Rete Ferroviaria Italiana riguardante la devastazione delle spiagge  comunali provocata dalla realizzazione di scogliere aggettanti in mare da parte di detta Società a difesa della ferrovia costiera. Con sentenza del Tribunale di Paola del 2007, confermata  della Corte di Appello di Catanzaro nel 2016, la Società Rete ferroviaria Italiana è stata condannata a indennizzare Il Comune di San Lucido per i danni ambientali arrecati dagli interventi eseguiti

Plastic free 2022

CAMPAGNA MARE

LE GIORNATE DI PULIZIA DELLE SPIAGGE

Per partecipare a Roma (Ostia), Fiumicino (Focene), Lido dei Gigli (Anzio)

Per aderire inviare un messaggio whatsapp al numero 347 8238652

WWF Plastic free 2022 – Rimboccarsi le maniche per ripulire i luoghi naturali: spiagge, boschi, prati, aree verdi in generale è un’attività molto apprezzata perché diventa anche un’ottima occasione di aggregazione e di condivisione.

Ci capita di incontrare persone impegnate a raccogliere rifiuti sulle spiagge e nelle aree naturali anche a livello individuale. E’ un’attività che dona una soddisfazione tangibile: ridare dignità e bellezza a luoghi che prima sembravano degradati.

Rimuovere i rifiuti, soprattutto le plastiche (ossia rifiuti che si degradano in decine, talvolta centinaia, di anni) è un momento educativo importantissimo in quanto ci induce a fare riflessioni sul problema della produzione dei rifiuti.

Purtroppo è esperienza quotidiana trovare tanto materiale plastico abbandonato che poi andrà a generare microplastiche: pezzetti di lunghezza non superiore ai 5 millimetri, che possono entrare nei cicli biologici, nelle catene alimentari degli animali marini di cui ci nutriamo e quindi arrivare all’uomo.

Ecco allora gli appuntamenti:

SABATO 21 maggio Focene Nord Marenostrum, adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

DOMENICA 22 maggio giornata della BIODIVERSITA’ Ostia – Stazione Castel Fusano, a 100 metri dalla Stazione verso il mare, incrocio tra via Stazione di Castel Fusano e Via dei Sandolini Oasi della duna di Ostia, ore 9.00

-SABATO 11 giugno Focene Nord Marenostrum adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

-SABATO 2 luglio Focene Nord Marenostrum adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

-SABATO 23 luglio Focene Nord Marenostrum adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

-SABATO 20 agosto Focene Nord Marenostrum adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

-SABATO 10 settembre Focene Nord Marenostrum adiacente al chiosco 40 gradi all’ombra, di fronte Oasi WWF di Macchiagrande, ore 9.00

-SABATO 10 settembre Lido dei Gigli, Anzio, ore 17.00

SI RACCOMANDA di partecipare muniti di un paio di guanti da giardinaggio, cappellino e borraccia d’acqua.

PER ADERIRE ALLE VARIE INIZIATIVE inviare un messaggio whatsapp al numero 3478238652 (a questo numero si possono eventualmente chiedere ulteriori informazioni)

Monumento naturale alla foce del TEVERE

Bella manifestazione domenica 8 maggio per chiedere l’istituzione di un Monumento naturale alla foce del Tevere. A piedi e in bici, tante persone in marcia dal CHM LIPU al vecchio faro di Fiumicino. Numerose associazioni di Ostia e di Fiumicino hanno aderito alla marcia. Presenti il vicesindaco di Fiumicino Ezio Di Genesio Pagliuca e la vicepresidente del X Municipio, Valentina Prodon.

IMPIANTI DI TRATTAMENTO RIFIUTI E DI PRODUZIONE ENERGETICA PROVINCIA DI LATINA

Il WWF Litorale Laziale, in collaborazione con la sezione ISDE della provincia di Latina, ha di recente inviato alla Regione Lazio, all’Assessore al Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani, all’Assessore alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, al Direttore Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, Vito Consoli, un importante appello (allegato) in linea con quello inviato il 30 marzo c.a. ad alcune amministrazioni, e tra queste quella di Aprilia. Nella comunicazione, ben circostanziata e corredata da dati, si richiedeva la regolamentazione delle attività riguardanti gli impianti di trattamento rifiuti e gli impianti per la produzione energetica FER (allegata).

Abbiamo chiesto che si realizzi la definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ATO, (territori dove si organizzano servizi pubblici integrati per la gestione dei rifiuti, dove agiscono autorità di Ambito che affidano, organizzano e controllano la gestione del servizio) e quindi si facciano studi di approfondimento sul territorio per individuare zone di possibile costruzione di impianti ma soprattutto dove si evidenzino le zone e i territori già fortemente degradati dalla presenza di altri impianti; abbiamo chiesto che si applichi il Piano dei Rifiuti Regionale completamente disatteso e che si rispetti il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria e, laddove necessario, si valuti l’applicazione della direttiva Seveso.

Abbiamo chiesto che i cittadini vengano informati di eventuali progetti che riguardano i loro territori dove vivono con le loro famiglia, in fase progettuale, non a lavori iniziati e autorizzazioni rilasciate.

Le popolazioni stanno protestando non in virtù del principio NIMBY (inglese per Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) che avrebbero tutto il diritto a rivendicare, ma che è spesso usato in senso negativo come di chi rifiuta in modo egoistico a priori qualsiasi innovazione. Le comunità sono perfettamente al corrente dei danni alla salute e del degrado all’ambiente che tutto questo comporta, per le loro vite e per la vita dei loro figli. E sono altresì consapevoli che questi impianti sono dannosi e inquinanti per le falde idriche, sono consapevoli che l’atmosfera e i sistemi naturali possono trasportare queste sostanze indesiderate per chilometri e chilometri.

La protesta dei cittadini è supportata da dati oggettivi e documentati comprovanti una inefficiente gestione del territorio e una apparente indifferenza alla salute della collettività.

Per questo ci siamo rivolti alla Regione e ai comuni di Pomezia, Aprilia, Cisterna, Fondi, Terracina, Minturno nella provincia di Latina, ai loro sindaci, alle figure istituzionali che hanno l’obbligo di salvaguardare il territorio e la salute dei propri cittadini.

Tra questi il Sindaco di Aprilia ha ricevuto anche una nostra richiesta di incontro. Le nostre associazioni sono al fianco di questa comunità che vive ormai da anni una situazione insostenibile e che solo il primo cittadino nella sua competente autorità può cambiare.

Corso sulla bonifica, i prossimi appuntamenti

6 maggio venerdì, ore  18.45   II incontro in video conferenza

                I canali e la rinaturalizzazione degli habitat

 7 maggio  sabato, sentiero delle 100 grandi querce, itinerario lungo il Canale di Palocco dalla Tenuta a viale di Castel Porziano.

                     Appuntamento Castel Fusano Parcheggio Crazy Horse ore 16.30

17 maggio martedì, ore  18.45   III incontro in video conferenza

                  Interventi sul territorio e prospettive future

21  maggio sabato, Bagnoletto, nuove modalità di gestione delle acque

                   Appuntamento ore 16.30 Via del Collettore Primario, angolo Via Capo Due Rami

22 maggio, appuntamento conclusivo, presso la sede del CEA via del martin pescatore s.n.c., Casale Pantano ore 17.00

Sintesi dei contenuti, test di gradimento, prossimi appuntamenti con il WWF Litorale Laziale

La partecipazione è limitata a 20 persone:  è necessario iscriversi per tempo, inviando un sms o un whatsapp al 347 8238652 oppure tramite posta elettronica a litoralelaziale@wwf.it.

A fine corso sarà rilasciato un attestato per coloro che prenderanno parte ad almeno 5 dei 7 incontri previsti.

INCENDI BOSCHIVI, LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO INCONTRO AI COMUNI

Il Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” Legambienteldb, il Presidio Libera Sud Pontino-don Cesare Boschin e il WWF Litorale Laziale Gruppo Attivo Litorale Pontino hanno inviato una richiesta ai comuni di Fondi, Monte San Biagio, Itri, Lenola, Sperlonga, Campodimele.

La lettera è stata indirizzata anche al Comando provinciale dei carabinieri Forestali, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, al Comando di Polizia Locale, al Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, al Parco Naturale Regionale Monti Aurunci, al Parco Regionale Riviera di Ulisse, all’Arsial, all’ATC/LT2.

In considerazione dei gravi incendi che puntualmente ogni anno interessano il nostro territorio e che in questo 2022 hanno avuto già delle preoccupanti anticipazioni ben prima della stagione calda, le sottoscritte associazioni hanno chiesto ai Sindaci di convocare urgentemente in merito al problema una riunione intercomunale sulle attività di prevenzione, di controllo, di intervento e di coordinamento, secondo le rispettive competenze e in sinergia e con il coinvolgimento degli operatori economici interessati, delle associazioni venatorie e delle altre associazioni del territorio.

Secondo i dati del “Rapporto ecomafia 2021” di Legambiente, la Regione Lazio è la quinta Regione colpita dagli incendi boschivi in Italia (dati 2020) e la Provincia di Latina è al settimo posto della classifica provinciale in Italia.

La BONIFICA ieri, oggi e domani, CORSO dal 9 aprile al 21 maggio

Le opere di bonifica, i canali e gli impianti di sollevamento, la cui costruzione è stata avviata dalla fine del 1800, oggi in che modo rispondono e si adattano alle trasformazioni del territorio?

Il reticolo idrico, costituito dai canali delle acque basse ed alte, entra in relazione con il fiume, condiziona la qualità degli ambienti naturali e urbanizzati e la qualità delle acque del mare. I canali sono zone umide spesso di grande interesse naturalistico e costituiscono corridoi ecologici che collegano le diverse aree naturali. Gli aspetti idraulici legati al reticolo dei canali sono importanti per comprendere a fondo il territorio del Litorale Romano. Anche solo il nome assegnato ai canali ha un importante significato.

Questo è quello che intendiamo raccontare e mostrare direttamente attraverso quattro esplorazioni e tre incontri.

Il corso è svolto con la collaborazione del Consorzio di Bonifica Tevere ed Agro Romano.

Le 4 esplorazioni del territorio sono precedute, ad esclusione della prima, da un incontro che approfondisce e chiarisce gli aspetti connessi all’esplorazione sul campo per la sua migliore comprensione.

Per tutti i docenti di ogni ordine e grado il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento. Il WWF Italia è Ente riconosciuto e accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti.  A tutti i docenti partecipanti sarà inviato un attestato valido come attività di formazione in servizio.

Relatori e guide:

Maria Gabriella Villani, Francesco Vitolo, Fabio Converio, Loretta Buonamico

9 aprile sabato, argine del Tevere a Ostia Antica, inquadramento generale del territorio

                Appuntamento Borgo di Ostia Antica ore 16.00  

 22 aprile venerdì, ore 18.45  incontro in video conferenza

               Lo sviluppo del reticolo dei canali e gli impianti di sollevamento delle acque

 23 aprile sabato, Impianto delle Idrovore, 

                Appuntamento via fosso del Dragoncello appuntamento all’impianto ore 10.30 

6 maggio venerdì, ore  18.45   incontro in video conferenza

                I canali e la rinaturalizzazione degli habitat

 7 maggio  sabato, sentiero delle 100 grandi querce, itinerario lungo il Canale di Palocco dalla Tenuta a viale di Castel Porziano.

                     Appuntamento Castel Fusano Parcheggio Crazy Horse ore 16.30

20 maggio venerdì, ore  18.45   incontro in video conferenza

                  Interventi sul territorio e prospettive future

21  maggio sabato, Bagnoletto, nuove modalità di gestione delle acque

                   Appuntamento ore 16.30 Via del Collettore Primario, angolo Via Capo Due Rami

La partecipazione è limitata a 20 persone:  è necessario iscriversi per tempo, inviando un sms o un whatsapp al 347 8238652 oppure tramite posta elettronica a litoralelaziale@wwf.it.

A fine corso sarà rilasciato un attestato per coloro che prenderanno parte ad almeno 5 dei 7 incontri previsti.

Cosa riceveranno i partecipanti:
due pubblicazioni a colori: sulla Riserva del Litorale Romano e sulle zone umide della Riserva
ulteriori approfondimenti in formato elettronico inviati via posta elettronica

CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione è di € 30.

Le agevolazioni

Non deve versare la quota di partecipazione:

Chi ad inizio corso si iscrive al WWF per la prima volta (30€) ;

Chi è già Socio e rinnova con la domiciliazione ;

Chi è già Socio con la domiciliazione ;

Chi rinnova essendosi iscritto lo scorso anno tramite il WWF Litorale Laziale ;

Il contributo è destinato all’autofinanziamento dell’associazione WWF Litorale Laziale, gruppo attivo del Litorale Romano.

Il corso sarà effettuato con un minimo di 10 partecipanti.

Il WWF Litorale Laziale al seminario sulle tartarughe marine

Si è svolta lo scorso week-end a Sabaudia la “2 giorni con le Tartarughe Marine”, seminario organizzato da Tartalazio al quale hanno partecipato rappresentanti del WWF Litorale Laziale.

Nella prima giornata si è tenuta una sessione teorica mentre domenica 13 si è passati alla pratica con una vera e propria simulazione di ricerca delle uova sulla spiaggia.

Il WWF è ormai al fianco di Tartalazio da tre anni e lo sarà sempre.

Si replica al Castello di Santa Severa il 26 e 27 marzo.

Grazie per le belle emozioni che ci regalate.

Il nostro fiume è bene comune

Svolti i 4 eventi conclusivi in programma dal 4 marzo al 21 aprile: il 4 marzo è stata protagonista la prima media dell’I. C. Giovanni Paolo II, il 18 marzo ad Ostia Antica con le tre classi della I. C. Fanelli Marini, il 22 marzo la quarta e quinta classe dell’I.C. Giovanni Paolo. Infine il 21 aprile al Parco del Drago con le tre classi dell’I.C. Traiano abbiamo concluso il progetto.

Il titolo del progetto “Il nostro fiume è bene comune”, finanziato dalla Regione Lazio, ha coinvolto tre Istituti scolastici del territorio adiacente al Tevere: Fanelli Marini, Giovanni Paolo II e Marco Ulpio Traiano.

Al primo appuntamento per la Regione è intervenuta Cristiana Avenali e per il X Municipio Valentina Scarfagna al secondo appuntamento è intervenuta il Vicepresidente e Assessore all’Ambiente del X Municipio, Valentina Prodon.
I protagonisti del progetto sono gli alunni che insieme ai docenti hanno svolto un percorso di conoscenza dell’ambiente fluviale prossimo alla sede scolastica con 6 appuntamenti per ciascuna classe.

Il 18 marzo al parco dei Ravennati le 3 classi della scuola primaria dell’I.C. Fanelli Marini. Bambine e bambini hanno raccontato il loro percorso e le esperienze fatte durante i sei appuntamenti guidati da Andrea Carletti e Loretta Buonamico. Sono intervenute per il X Municipio il Vicepresidente ed Assessore all’Ambiente Valentina Prodon e la Presidente della Commissione Ambiente Valentina Scarfagna.

Ad ogni bambina e bambino sono stati consegnati: l’attestato di partecipazione e il tesserino di giovane guida del Tevere.

Grazie a Loretta Buonamico, Andrea Carletti, Dario La Montagna i nostri educatori ambientali.

Alcuni lavori fatti da alunne e alunni.

No alle grandi navi sulla costa di Fiumicino

Italia Nostra Litorale Romano e WWF Litorale Laziale aderiscono all’assemblea pubblica in programma domenica 19 dicembre ore 11.00 in Piazza Grassi a Fiumicino, organizzata dal Comitato “Tavoli per il Porto”.

Le associazioni sono assolutamente contrarie alla realizzazione di porti croceristici alla foce del Tevere. Le motivazioni sono rilevanti e diverse:

forte impatto sul paesaggio di costa. A riguardo il Ministero della Cultura ha affermato: “particolare attenzione andrà posta per superare il problema della presenza del “fuori scala” costituito dalle navi da crociera (caratterizzate da dimensioni, forme e materiali estranei al contesto) nella realtà dell’Isola Sacra, evitando impatti negativi – non solo visivi- che potrebbero scaturire dalla stridente differenza dimensionale-volumetrica rispetto a quelle circostanti.”

forte impatto sull’ambiente marino: il fondale non è idoneo, poco profondo per accogliere le navi da crociera. Questo impone “importanti dragaggi per realizzare le batimetrie necessarie al passaggio delle navi, e non solo all’interno del bacino portuale”( Ministero della Cultura);

forte impatto sulla viabilità: i collegamenti viari tra Fiumicino e Roma sono saturi e la completa mancanza di trasporto su rotaia, di cui invece è dotato il Porto di Civitavecchia che inoltre ha realizzato non da molti anni anche il raccordo diretto con l’autostrada;

assurda concorrenza con il Porto di Civitavecchia dotato di collegamento ferroviario ed anche di un raccordo diretto con l’autostrada. Inoltre pare che Civitavecchia stia attraversando un periodo di crisi.

Infine dobbiamo rilevare che i processi decisionali  su queste grandi opere hanno escluso la partecipazione della cittadinanza.

In tutto questo manca una visione generale di uso della costa.

Questi progetti si muovono in direzione esattamente opposta alle direttive della Convenzione di Barcellona del 2009:

“ a) la considerazione del patrimonio biologico e delle dinamiche di funzionamento naturale della zona intercotidale (la zona dell’ambiente marino compresa tra i livelli della bassa e dell’alta marea, che può avere un’estensione di pochi decimetri o di alcuni chilometri in relazione all’escursione delle maree) nonché dell’interdipendenza della parte marina e di quella terrestre;

b) la tutela dei sistemi idrologici, geomorfologici, climatici, ecologici, socioeconomici e culturali, per prevenire gli effetti negativi dei disastri naturali;

c) l’adozione dell’approccio ecosistemico alla pianificazione e alla gestione delle zone costiere, in modo da assicurarne lo sviluppo sostenibile;

d) una governance appropriata, che consenta alle popolazioni locali interessate una partecipazione adeguata e tempestiva nell’ambito dei processi decisionali;

e) il coordinamento istituzionale intersettoriale dei vari servizi amministrativi e autorità locali competenti per le zone costiere;”

Come si concilia la “transizione ecologica” con uno sviluppo basato sulla cementificazione e sul consumo delle risorse?

Riteniamo che sia indispensabile investire invece nella riqualificazione dei nostri splendidi litorali e nella promozione del turismo sostenibile.