Il percorso sul Parco del mare continua.
Il documento, condiviso con Mare Libero, Legambiente Circolo Litorale Romano, Italia Nostra Litorale Romano, è stato inviato il 2 ottobre agli enti interessati alla Conferenza dei Servizi che si chiude il 20 ottobre prossimo.
Alleghiamo la sintesi del documento inviato.
D O S S I E R
Progetto “PARCO DEL MARE”
di Roma Capitale e Risorse per Roma (2025-2028)
(23.833.000 euro da Fondo Europeo Sviluppo Regionale FESR)
Iter e fase del progetto:
Finanziato con accordo tra Regione Lazio e Roma Capitale (2024)
Documento di Indirizzo Progettazione – DIP redatto da Risorse per Roma (2024)
Progetto di Fattibilità Tecnico Economica – PFTE (a cura di Abacus S.r.l.)
con “assenso preventivo” e “varianti urbanistiche” (Delibera Giunta Capit. n. 326 del 07.08.2025)
Verifica di assoggettabilità a VIA e Conferenza di Servizi del PFTE (ottobre 2025)
Lavori di realizzazione:
affidamento lavori entro giugno 2026 e completamento entro 2028
Azioni svolte:
- incontri delle Associazioni ambientaliste del Litorale Romano (Mare Libero, WWF, Italia Nostra, Legambiente) con Roma Capitale e Risorse per Roma (09.01.2025) e con i progettisti incaricati (16.04.2025 e 03.07.2025);
- incontro delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. e Comitati di Quartiere con Municipio X, Roma Capitale e Risorse per Roma (26.02.2025);
- inviate osservazioni e proposte alternative delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. a Roma Capitale e Risorse per Roma (20.03.2025 e 21.07.2025);
- inviata segnalazione delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. agli Organi competenti su importanza europea e tutela delle dune (11.08.2025);
- inviate osservazioni e richieste di modifiche al PFTE delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. ai soggetti di sua verifica di assoggettabilità a VIA e della Conferenza dei Servizi (02.10.2025).
inoltre:
- risulta interrogazione al Senato (Atto n. 4-01970 pubblicato il 01.04.2025 nella seduta n. 289) ai Ministri dell’ambiente e della sicurezza energetica, della cultura e delle infrastrutture e dei trasporti.
Principali link per informazioni:
PROGETTO DI FATTIBILITA’ TECNICO ECONOMICA – PFTE DEL “PARCO DEL MARE”
Principali osservazioni, criticità e modifiche richieste
Indice
1. Parco del Mare, una visione limitata ……………………..…………………………………………….. pag. 2
2. Parco del Mare, le dune naturali da conservare …………………………………………………… pag. 4
3. Parco del Mare, consumo di suolo e nuovi parcheggi ………………………………………….. pag. 11
4. Parco del Mare, scegliere il verde naturale ………………………………………………..………… pag. 11
5. Parco del Mare, “nuove dune di riporto” e loro incidenze e precarietà …………….… pag. 12
6. Parco del Mare, realizzare la mobilità ciclabile ………………………………………………….… pag. 12
7. Parco del Mare, infrastrutture e allestimenti sostenibili ……………………………………… pag. 14
8. Parco del Mare e sostenibilità ambientale …………………………………………………..…..…. pag. 14
1. Parco del Mare, una visione limitata
Il PFTE si incentra sulla dichiarata “valorizzazione del fronte mare di Ostia”mirando a “consolidare un’economia locale incentrata su un turismo responsabile”, con l’intento finale di “forgiare una nuova identità per l’affaccio di Roma sul Tirreno”.
Questa visione segna però una storica incapacità delle progettualità pubbliche di riconoscere a Ostia quella fisionomia unica e riconoscibile risultante dalla fusione di tutti i suoi elementi più caratterizzanti: il mare, il fiume, l’archeologia, la storia antica e moderna, le ricchezze naturalistiche e paesaggistiche.
Elementi, che dovrebbero essere inseriti in una rete che li metta in comunicazione tra loro e che, soprattutto, dia significato pieno a un territorio così ricco di testimonianze storiche e di biodiversità; evitando pure che la sola risorsa mare, la più redditizia, continui ad egemonizzare tutti gli sforzi progettuali delle amministrazioni, in ossequio a una illusione turistica alimentata spesso per pochi beneficiari.
Il Parco del Mare, come presentato e con le sue notevolissime risorse impegnate, rischia ancora una volta di puntare su una valorizzazione della sola fascia litoranea, con previste trasformazioni che hanno già suscitato negli ultimi mesi molte critiche, sia per la trasformazione radicale di viabilità e parcheggi che andrebbe a sacrificare aree retrodunali protette, sia perché non considera l’attuale barriera di accesso e visiva al mare, il cosiddetto “lungomuro”.
Si rileva come in altri casi (vd. progetti Ponte della Scafa, arco di affaccio sul Tevere, ecc.) una autoreferenzialità della Amministrazione che, seppure per urgenze temporali di acquisizione e utilizzo fondi, comprime “ascolti e bisogni” reali del territorio e gli “obiettivi” di buona pianificazione delle progettualità specifiche, influenzate da situazioni contingenti o spesso dagli stakeholders con maggiori potenzialità di lobbying.
Serve invece una nuova visione, che punti a ricucire nei percorsi storici, naturalistici e culturali le aree frammentate e sconnesse, ricostruendo una trama di beni collettivi e valori condivisi di comunità, con adeguate infrastrutture di mobilità, efficienti e sostenibili.
Il punto critico essenziale del progetto di Parco del Mare è che si innesta in un contesto della zona centrale e di levante di Ostia fortemente degradato dalla presenza del “lungomuro”, barriera di accesso e visiva al mare lunga chilometri, che caratterizza in modo drasticamente negativo l’immagine di Ostia, anche a livello internazionale, nonostante la sua richiamata “marcata vocazione turistica estiva”.
Questa barriera di “lungomuro” stranamente non compare nei rendering del PFTE, significando forse che l’intero progetto ne presuppone la già avvenuta eliminazione grazie al Piano di Utilizzo degli Arenili – PUA.
Ma il PUA, già approvato in via preliminare e attualmente in fase di VAS, secondo ultime dichiarazioni della Amministrazione sarà approvato definitivamente solo nel 2026, più verosimilmente nel 2027.
Sulla attuazione del PUA una volta approvato, incombono inoltre molte e pesanti difficoltà: in primis l’effettiva eliminazione del “lungomuro” da parte dei soggetti vincitori dei futuri bandi di gara (ai quali viene attribuita la responsabilità della proposta tecnico-economica), l’aumento reale delle spiagge di libera fruizione nella zona urbana (molte delle quali collocate dal PUA come “cornice” degli edifici balneari storici) e, non ultima, l’esistenza di concessioni in scadenza nel 2029/2030 che quindi andranno revocate prima dei bandi, con inevitabili strascichi giudiziari.
Senza trascurare che, se da un lato l’Amministrazione enfatizza la positiva ricaduta ambientale e paesaggistica del PUA (abbattimento del “lungomuro”), dall’altro ha approvato un emendamento alle NTA del Piano Regolatore Generale che ha consolidato l’indice di edificabilità del 5% sulla spiaggia.
Il progetto di Parco del Mare (da completare necessariamente nel 2027 con collaudi fino al 2029) è quindi improbabile che possa procedere parallelamente alla eliminazione del “lungomuro”, mentre sembra molto più probabile che quest’ultimo resisterà a lungo anche alla “rigenerazione urbana” e alle “incursioni ambientali” della duna ricostruita alle sue spalle.
Il progetto di Parco del Mare, al di là delle modifiche di viabilità e spazi, sarà quindi fortemente mortificato e pregiudicato nella sua ambizione di tutela e valorizzazione ambientale e di adattamento ai cambiamenti climatici.
2. Parco del Mare, le dune naturali da conservare
Nell’area del progetto di Parco del Mare sono presenti, documentate e note, importanti fasce di vegetazione dunale e di macchia da salvaguardare ai sensi delle normative vigenti e da valorizzare con la massima attenzione, proprio e nel rispetto delle Priorità del PR FESR Lazio 2021-2027: 2. Un’Europa più resiliente e più verde (510 M Euro) da cui scaturisce il finanziamento del progetto stesso.
Per questo, sono da eliminare le previsioni del PFTE di prolungamento stradale da Via Niccolò Benino a Via dei Sandolini e di realizzazione di un parcheggio tra Via Girolamo De Angelis e Via Ugolino Vivaldi, perché andrebbero a frammentare e distruggere le ultime dune naturali conservatesi nell’ambito urbano di Ostia – Lido di Castel Fusano nelle quali vi sono habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (di Direttiva Habitat 92/43/CEE e LR 61/74).
Mappatura degli habitat di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CEE) presenti nell’area di Ostia – Lido di Castel Fusano (da Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025 – Università di Roma La Sapienza).
Previsioni stradali e di nuovo parcheggio del Parco del Mare nell’area di Ostia – Lido di Castel Fusano (da documenti PFTE) sulle dune naturali con habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74).
Immagine della corda tesa lunga 10 metri corrispondenti alla larghezza minima prevista dal PFTE nel prolungamento stradale tra Via Niccolò Benino e Via dei Sandolini: ma in fase di cantiere e di realizzata sede stradale con le sue banchine la larghezza sarà inevitabilmente ben più di 10 metri.
Questo prolungamento stradale attraverso le dune naturali conservatesi tra Via Niccolò Benino e Via dei Sandolini distruggerebbe vasta parte di superficie retrodunale (oggi estesa circa 34.000 mq.), con presenza di habitat e specie di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CE) e regionale (LR 61/74), presenza già documentata e segnalata dalla Università di Roma La Sapienza (Spada et al., 2006; Spada, 2009) anche di recente a Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, ISPRA, Regione Lazio e Roma Capitale (Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025: “Relazione tecnico-scientifica sul valore botanico delle aree retrodunali comprese tra Via Ugolino Vivaldi, Via dell’Aquilone, Viale della Stazione di Castelfusano, Via dei Sandolini e tra Via Ugolino Vivaldi, Via Gaspare Balbi, Via Girolamo De Angelis, ferrovia Roma-Lido”).
In particolare, con questo prolungamento stradale si avrebbe:
- distruzione di vasta parte di superficie retrodunale di valore naturalistico (unica in ambito urbano) con habitat di importanza comunitaria, su una estensione di oltre 1.200 mq;
- alterazione delle dinamiche morfologico-vegetazionali del sistema retrodunale;
- rischio e massima vulnerabilità di incendi sulle superfici di dune attraversate dalla prevista nuova viabilità, con incendi di particolare criticità perché (ancor più) di “interfaccia” in vicinanza di immobili residenziali e sportivi e con probabili necessità di chiusure della nuova viabilità causa inagibilità e/o motivi di sicurezza;
- isolamento di larga parte della superficie retrodunale ridotta a spazio spartitraffico, intercluso tra le nuove previste carreggiate stradali in direzione Roma su Via dell’Aquilone e in direzione Ostia sul prolungamento tra Via Benino e Via dei Sandolini;
- necessità di profilature/preparazioni (movimentazioni e consolidamenti) dei suoli sabbiosi per potervi realizzare il nuovo tracciato stradale;
- frequenti dispersioni di sabbie sul nuovo tracciato stradale intercluso tra le dune circostanti, per effetto della ventosità locale (da sud-sud-ovest, a 20 e ben più di 30 km/h).
Se si vuole un “Parco del Mare” con le dune, siano allora prima di tutto conservate e valorizzate le dune naturali ancora esistenti con loro habitat e specie di importanza comunitaria e regionale!
Questo è fattibile, con la eliminazione del previsto parcheggio e con la collocazione della nuova viabilità, di entrambi i sensi di marcia verso Ostia e verso via Cristoforo Colombo, su Via dell’Aquilone.
L’attuale sede stradale di Via dell’Aquilone, infatti, può essere facilmente ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e con scarsa vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino all’intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e anche oltre fino al Canale dei Pescatori, come da seguenti immagini.
Alternativa di viabilità da Via Niccolò Benino al Canale dei Pescatori.
Per la nuova viabilità del lungomare (carreggiate direzione Cristoforo Colombo e direzione Ostia), si utilizza la sede stradale di Via dell’Aquilone ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino alla intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e poi, dalla intersezione, ampliando Via dell’Aquilone sugli spazi di parcheggi e le adiacenze di parte di giardino storico (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) fino a Piazzale Mediterraneo ci si connette al ponte attuale (anche ampliabile) sul Canale dei Pescatori. (N.B. Soluzione che comporta minimi lavori di movimento/preparazione suoli e di nuova viabilità, nonché risparmio di costi di nuovo ponte sul Canale dei Pescatori).
Ulteriori alternative di viabilità da Via Niccolò Benino al Canale dei Pescatori.
Per la nuova viabilità del lungomare (carreggiate direzione Cristoforo Colombo e direzione Ostia), si utilizza la sede stradale di Via dell’Aquilone ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino alla intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e poi, dalla intersezione, ampliando Via dell’Aquilone sugli spazi di parcheggi e le adiacenze di parte di giardino storico (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) fino a Piazzale Mediterraneo, ivi con possibili diramazioni, oltre che sul ponte attuale, su nuovo ponte (in arancione) oppure sul nuovo ponte da Via della Fusoliera, con una rotatoria nell’area tra Viale Mediterraneo e Via della Fusoliera.
(N.B. Angolo di rotatoria comunque analogo a quello previsto tra Via delle Quinqueremi – Via del Bucintoro – Lungomare Duilio).
Queste soluzioni viarie alternative sono assolutamente fattibili, tali da poter realizzare viabilità affiancata, tutta di larghezza analoga e come prevista per il tratto da Via dell’Aquilone fino alla Cristoforo Colombo, con “sensi di marcia (che) sono separati da un’aiuola verde di larghezza variabile non inferiore a un metro.” e prevista “Rotatoria 6 di progetto”.
Come già detto, è di rilevante impatto ambientale e da non realizzare il parcheggio previsto nello spazio tra Via Ugolino Vivaldi e Via Girolamo De Angelis.
Previsione del nuovo parcheggio del Parco del Mare tra Via Ugolino Vivaldi e Via Girolamo De Angelis (da documenti PFTE) su duna naturale con habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74).
Questo previsto nuovo parcheggio distruggerebbe quasi completamente una superficie retrodunale (estesa circa 10.000 mq.), con presenza di habitat e specie di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CE) e regionale (LR 61/74), presenza già documentata e segnalata dalla Università di Roma La Sapienza (Spada et al., 2006; Spada, 2009) anche di recente a Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, ISPRA, Regione Lazio e Roma Capitale (Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025: “Relazione tecnico-scientifica sul valore botanico delle aree retrodunali comprese tra Via Ugolino Vivaldi, Via dell’Aquilone, Viale della Stazione di Castelfusano, Via dei Sandolini e tra Via Ugolino Vivaldi, Via Gaspare Balbi, Via Girolamo De Angelis, ferrovia Roma-Lido”).
In particolare, con questo nuovo parcheggio si avrebbe:
- distruzione quasi completa di superficie retrodunale di valore naturalistico (unica in ambito urbano) con habitat di importanza comunitaria, su una estensione di circa 7.000 mq.;
- alterazione delle dinamiche morfologico-vegetazionali del sistema retrodunale;
- impermeabilizzazione di suoli, anche nella vicinanza di edifici residenziali;
- attrattiva di traffico e sosta veicolare in un ambito di caratteristiche prettamente residenziali.
Di tale progetto potrebbero essere compatibili solo alcuni posti auto previsti nelle immediate adiacenze delle sedi stradali di Via Girolamo De Angelis e Via Gaspare Balbi.
Rispetto a tutto quanto segnalato, le Associazioni si riservano ogni azione dovesse rendersi necessaria per la tutela dei valori naturali documentati.
3) Parco del Mare, consumo di suolo e nuovi parcheggi
Nonostante l’obiettivo dichiarato del PFTE di “depavimentizzare” l’esistente, con le previsioni di nuovo tracciato stradale e di nuovi parcheggi del “Parco del Mare” si perdono oltre 33.000 mq. del verde oggi esistente, naturale e non, mentre proprio nel PFTE mancano dati e calcoli sul bilancio complessivo tra suoli depavimentati e di nuove coperture.
Il numero complessivo di posti auto viene comunque a ridursi da 2400 a 2030, nonostante le possibilità di ulteriori e funzionali parcheggi intermodali.
Inoltre, i parcheggi così come previsti allocati dal PFTE determinano improprio incremento del traffico veicolare in spazi interni residenziali di Ostia e del suo lungomare.
Sono invece da incrementare le superfici di parcheggio presso le stazioni della Metromare e in particolare presso la Cristoforo Colombo, ivi pure con spazi (di poco multipiano), realizzando così un opportuno nodo intermodale dei trasporti sia per il Lido di Ostia, sia verso Roma e sia verso i “Cancelli” di Castel Porziano e Torvaianica.
4. Parco del Mare, scegliere il verde naturale
Il PFTE indica la “palma”come “elemento di unitarietà” ed “elemento guida della struttura lunga del parco” con la scelta “ricaduta nella Palma washingtonia”.
Ma la palma è del tutto incoerente e avulsa (alloctona) nel paesaggio costiero di Ostia, anche con le sue presenze già dimostratesi precarie nel tempo, in assoluto contrasto (e danno paesaggistico vegetale) rispetto alle superfici di verde naturale delle dune conservatesi soprattutto nel tratto tra Canale dei Pescatori e Via Cristoforo Colombo.
Rispetto alla palma, si ribadisce già dimostratasi vulnerabile alle condizioni climatiche (estremi invernali e/o di mareggiate) del fronte mare di Ostia, sono invece da scegliere specie autoctone e indicate per aree mediterranee e del litorale laziale, alcune già presenti spontanee o impiantate negli anni con successo (ad es. Corbezzolo, Lentisco, Rosa sempreverde, Mirto, Viburno, Cisto, Lavanda, Rosmarino, Cappero,Clematide, Valeriana rossa, Violaciocca selvatica, Papavero delle sabbie).
Tralasciando le piante ecologicamente errate e/o inadatte, come la palma o altre previste dal PFTE (Bagolaro, Falso pepe), nella scelta di avere specie autoctone e resistenti si devono anche conservare con la massima attenzione i fitti cespugli di Phillirea angustifolia originari e storici dell’area (trattasi di specie tipica della macchia mediterranea) presenti nei giardini storici tra il Lungomare e le Vie Niccolò Benino, Via Geraldino da Monticastro e Via Alessandro Geraldini.
Questi cespugli di Phillirea angustifolia, infatti, con la loro espansione/diffusione possono essere sia di significativo raccordo visivo vegetale del lungomare verso la vegetazione delle dune naturali retrostanti, sia una barriera acustica tra la viabilità stradale e gli spazi di fruizione del Parco del Mare.
5) Parco del Mare, “nuove dune di riporto” e loro incidenze e precarietà
Il PFTE del Parco del Mare prevede la realizzazione ex novo di “nuove dune caratterizzato da terre riportate al fine di riconfigurare con nuovi riporti conformati organicamente con consistenza vegetazionale retrodunale di primo avvio verso una evoluzione spontanea naturale.”.
Oltre che piuttosto indefinita, questa previsione, secondo la quale “In relazione alle caratteristiche dell’intorno il nuovo rilevato sarà composto da miscele di terra e sabbia per consentire l’attecchimento della vegetazione, la gestione controllata dell’evoluzione della superficie vegetata.”, sottovaluta decisamente le possibili incidenze e alterazioni pedologico-morfologico-vegetazionali che possono determinarsi nella vicina fascia delle “dune consolidate”, le vere dune naturali finora conservatesi di estremo valore ambientale (ivi habitat e specie della Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74) che hanno loro proprie caratteristiche e dinamiche naturali.
Anche quale causa di queste possibili incidenze e alterazioni limitrofe, c’è la verosimile incertezza sulla riuscita e tenuta morfologico-vegetazionale di queste “nuove dune”, di precario futuro perché previste nel fronte mare di Ostia caratterizzato da aspetti climatici spesso estremi (siccità, venti, aerosol marino).
6) Parco del Mare, realizzare la mobilità ciclabile
Il “Parco del Mare” con il suo PFTE, strategico per la riqualificazione del litorale di Ostia con l’obiettivo di migliorarne fruizione turistica e qualità degli spazi pubblici, dovrebbe considerare più attentamente la mobilità ciclabile e pedonale, affinchè essa sia garantita coerente con gli obiettivi di sostenibilità e intermodalità previsti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma Capitale e dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica nazionale.
E’ infatti necessario avere una progettazione della mobilità ciclopedonale e della intermodalità con TPL/Metromare che dia alla rete ciclabile continuità, sicurezza, accessibilità universale e funzione trasportistica, oltre che fruizione turistico-ricreativa.
La ciclabilità come prevista dal PFTE sembra invece concepita prevalentemente come elemento ricreativo, con percorsi che si sviluppano in prossimità della spiaggia o all’interno delle aree verdi.
In particolare, nel tratto verso il porto il PFTE prevede solo un percorso ciclopedonale adiacente gli accessi alla spiaggia, mentre nel tratto intermedio la configurazione dei percorsi ciclabili risulta poco chiara (gerarchia/continuità, priorità agli incroci, separazione perdoni-bici), infine, nel tratto più a Sud e dopo il Canale dei Pescatori, i percorsi ciclabili appaiono sdoppiati, uno più prossimo alla spiaggia e uno più interno, ad altimetria variabile, nelle aree di giardino e di duna ricostruita.
Ne consegue, come criticità ricorrente, una fruizione ciclabile trattata quasi esclusivamente come ricreativa, non come alternativa di spostamento; inoltre, la separazione dai pedoni non è sempre garantita, ciò che incide sulla sua efficacia, scorrevolezza e sicurezza, in contrasto con gli obiettivi di mobilità quotidiana e intermodale.
Questa impostazione orientata prevalentemente alla fruizione ricreativa, rischia di non rispondere alle esigenze di utilizzazione e promozione della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, per il quale serve una rete ciclabile efficace con garanzie di continuità, linearità e sicurezza, evitando interruzioni e conflitti con i flussi pedonali.
Si rende quindi necessaria la separazione dei flussi tra pedoni e ciclisti, soprattutto per ambiti di alta frequentazione, con la progettazione delle specifiche piste ciclabili dedicate alla mobilità (separate da pedoni e traffico veicolare, adeguatamente accessibili, segnalate e illuminate, realizzate con materiali sicuri e durevoli, secondo D.M. 557/1999 e linee guida nazionali).
Il PFTE deve quindi necessariamente meglio integrare la rete ciclabile con i principali nodi di trasporto pubblico, in particolare con le fermate della Metromare e le linee di bus, oltre che con le aree di parcheggio (con parcheggi scambiatori, bicipark custoditi e sistemi di wayfinding a stazioni e capolinea), definendo un asse ciclabile principale continuo e diretto, con funzione trasportistica, affiancato dai percorsi ricreativi e di valorizzazione delle aree verdi e di pregio naturalistico del parco lineare. Solo così si favorirà l’uso combinato bici+TPL su lungomare e all’interno di Ostia, riducendo effettivamente dipendenza e uso dell’auto privata.
Resta infine da commentare che con il Parco del Mare si avrà lo smantellamento della pista ciclabile già presente e di recente ultimata nel lungomare di Ostia (la cui vicenda è stata certo lunga e travagliata, anche con vari e conseguenti problemi): sarà comunque e quantomeno l’ennesimo esempio di scarso coordinamento previsionale di progetti e impieghi di risorse economiche pubbliche.
7) Parco del Mare, infrastrutture e allestimenti sostenibili
Rispetto alla principale nuova infrastruttura prevista dal PFTE, il nuovo Ponte sul Canale dei Pescatori collocato tra Via della Fusoliera e Via delle Quinqueremi – nonostante che sia ampliabile il ponte già esistente -, si sottolinea che se la sua tempistica di realizzazione non sarà assicurata coincidente con la definizione della nuova viabilità, si avranno inevitabili rilevanti criticità della fluidità veicolare nella viabilità tra Canale dei Pescatori e Cristoforo Colombo, con conseguenti disagi e impatti anche ambientali.
Sulla nuova viabilità e la sua pavimentazione prevista dal PFTE, necessitano definizioni progettuali per l’impiego di asfalti con massime performance drenanti vista la nuova copertura di suoli e con caratteristiche di loro fono assorbenza viste le molte adiacenze residenziali.
Tra gli “elementi di arredo urbano e allestimento” il PFTE prevede “chioschi per tavola fredda, con aree esterne attrezzate con tavoli e tende” che sono da valutare attentamente nelle problematiche igieniche connesse, anche per loro interferenze con le molte residenzialità limitrofe.
Non essendoci nel PFTE, servono specifiche definizioni sulle opportune caratteristiche e disposizioni della illuminazione nell’area di Parco del Mare e nuova viabilità, anche per evitare interferenze con le molte residenzialità limitrofe e con la fauna selvatica nel tratto sud contiguo alla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Infine, pure non prevista nel PFTE, si rimarca la necessità di ulteriori idranti antincendio da posizionare nell’area del Parco del Mare, soprattutto presso le zone di maggior verde e pregio, anche ad alta frequentazione, tra le quali si segnalano Via dell’Aquilone e Via Ugolino Vivaldi.
8. Parco del Mare e sostenibilità ambientale
Sulla sostenibilità ambientale del progetto di Parco del Mare come da suo PFTE, fin qui esaminata nelle sue principali criticità e con relative alternative, ribadiamo in sintesi:
- il danno ambientale delle previsioni di nuova viabilità e di nuovo parcheggio attraverso e sopra le dune naturali;
- la incognita di bilancio finale tra suoli nuovi ricoperti (parzialmente noti) e quelli effettivamente depavimentati (ignoti), anche con mancate previsioni di asfalti drenanti;
- la inadeguata e/o insufficiente allocazione di parcheggi rispetto agli obiettivi di sostenibilità intermodale dei mezzi di movimento intra ed extra locale;
- la incoerenza ecologico-paesaggistica e vulnerabilità delle principali scelte vegetali di arredo;
- la vulnerabilità e possibile incidenza negativa delle nuove “dune di riporto” sulle dune naturali;
- la mancanza di una mobilità ciclabile agibile e intermodale per ridurre traffico e inquinamento veicolare sul lungomare;
- l’ostacolo ai flussi veicolari anche con le relative emissioni che ne deriverebbero se vi sarà asincronia tra la realizzazione della prevista nuova viabilità del lungomare e il previsto nuovo ponte sul Canale dei Pescatori;
- l’impatto acustico previsto della nuova viabilità stradale sulle residenzialità limitrofe, senza specifiche concrete soluzioni di fono assorbenza e/o barriera fonica;
- l’impatto igienico che deriverebbe dalle fruizioni umane e dalle nuove previste strutture di erogazione cibi/bevande nel Parco del Mare, senza opportune definizioni e adeguati accorgimenti;
- l’inquinamento luminoso che potrebbe derivare da insufficienti valutazioni delle caratteristiche e disposizioni della illuminazione nel Parco del Mare e sua nuova viabilità stradale;
- il maggior rischio di incendi che deriverebbe da previsti attraversamento stradale e parcheggio su dune naturali e dalle fruizioni umane negli spazi di Parco del Mare, anche per mancato incremento di punti idranti.
Roma, 09.10.2025
Maria Gabriella Villani, Presidente WWF Litorale Laziale – odv
Cosimo Marco Calò, WWF Litorale Laziale – odv
Danilo Ruggiero, Presidente Associazione Mare Libero – Litorale Romano
Anna Longo, Presidente Italia Nostra Litorale Romano
Elisabetta Studer, Presidente Legambiente Circolo Litorale Romano