Urban Nature sul Litorale Laziale 3 e 4 ottobre

Due giornate per riscoprire e tutelare la nostra natura di città

Torna l’appuntamento con Urban Nature, la festa della natura in città promossa dal WWF Italia a livello nazionale. Quest’anno, in occasione anche della giornata mondiale del pulito (World Clean-Up Day), vi aspettano ad Ostia per un doppio evento all’insegna dell’informazione, della cura del territorio e della scoperta della biodiversità locale.

Sabato 3 Ottobre – Banchetto Informativo

Quando: Sabato 3 ottobre, dalle ore 15.00 alle 20.00

Dove: Piazza Anco Marzio, Ostia

I nostri volontari saranno presenti con un punto informativo nel cuore di Ostia. Passate a trovarci per conoscere da vicino i progetti dedicati alla tutela del nostro territorio, iscrivervi al WWF o semplicemente per scambiare due chiacchiere sulla natura urbana e sulle sfide ambientali che riguardano il Litorale.

Domenica 4 Ottobre – Bioblitz e Pulizia all’Oasi della Duna

Quando: Domenica 4 ottobre, dalle ore 16.00 alle 18.30

Dove: Oasi della Duna (angolo tra Via dei Sandolini e Via della Stazione di Castel Fusano)

L’evento di domenica si inserisce nell’ambito del World Clean-Up Day, la giornata mondiale della pulizia dell’ambiente. Insieme agli amici di Ostia Clean-Up, uniamo le forze per un’iniziativa speciale:

⁠ – ⁠Clean-up: un intervento collettivo di pulizia della duna per liberare l’area dai rifiuti.
⁠ ⁠- Bioblitz: un’esplorazione guidata per censire e osservare insieme la flora e la fauna tipiche del nostro ecosistema dunale.

Portate tanta voglia di fare e il vostro smartphone per fotografare la biodiversità che andremo a catalogare insieme!
Al resto ci pensiamo noi.

Domenica 4 ottobre – Banchetto Informativo Terracina

Dove: Terracina Parco Cittadino Area Ghezzi lagnetto naturalistico (in fase di organizzazione)

Info e Contatti

Per tutti i dettagli dell’iniziativa potete consultare la pagina ufficiale sul sito WWF:

Pulizia Oasi della Duna di Ostia – WWF Italia

Per domande o maggiori informazioni, inviate un messaggio WhatsApp al numero: 347 8238652

Vi aspettiamo numerosi per fare la differenza, insieme!

Un drone in volo per la nostra costa

La nuova tecnologia al servizio del WWF Litorale Laziale

Da inizio agosto, l’azione di tutela del territorio e di difesa della biodiversità lungo il Litorale Pontino compie un importante salto di qualità: il Gruppo Litorale Pontino del WWF si è infatti dotato di un mini drone dedicato al monitoraggio della costa.

Un’innovazione tecnologica che ha rivoluzionato le operazioni di ricerca e tracciamento delle deposizioni della tartaruga marina Caretta caretta. Grazie alla visione aerea, i volontari sul campo possono individuare con maggiore efficacia, precisione e in tempi drasticamente ridotti le caratteristiche tracce lasciate dalle tartarughe sulla sabbia, semplificando e potenziando una copertura del litorale altrimenti complessa.

Ma l’impiego del drone non si fermerà con la conclusione della stagione di nidificazione. Finita l’estate, lo strumento si rivelerà una risorsa strategica permanente per diverse altre attività di difesa e tutela del territorio:

  • Monitoraggio dell’erosione costiera: analisi e mappatura dei tratti di litorale maggiormente penalizzati dall’avanzamento del mare e dal ritiro delle dune.
  • Verifica e prevenzione dei danni ambientali: sorvoli e sopralluoghi mirati per documentare e verificare l’impatto di aree disboscate abusivamente o gravemente colpite dagli incendi estivi.

Con questo nuovo alleato tecnologico, il WWF Litorale Laziale rafforza la propria presenza sul campo, combinando la passione dei volontari con strumenti di analisi moderni ed efficaci per la protezione del nostro patrimonio naturale.

Consiglio direttivo

Il 16 giugno 2026 alle ore 21.00 si riunisce il Consiglio Direttivo dei consiglieri eletti nell’ambito dell’assemblea annuale del 26 aprile scorso svoltasi a Tor Caldara, (vedi foto): Villani, Maragoni, Parisella, Jorda, Izzi, Lollobrigida, Bottiglia.

Presenti: Franca Maragoni, M. Gabriella Villani, Patrizia Parisella, Stefano Lollobrigida. Presiede la riunione M. Gabriella Villani, funge da segretaria Franca Maragoni.

Odg.   1. Nomina del presidente, vicepresidente e segretario,

           2. Questioni rilevanti,

           3. Adesioni di nuovi soci alla OA,

          4. Varie

1. Dopo una veloce disamina si confermano le cariche precedentemente assegnate:

Presidente M. G. Villani, Vicepresidente F. Maragoni, Segretario S. Bottiglia.

2. Tra le questioni rilevanti M. G. Villani comunica ai presenti di aver fatto richiesta a Marco Antonelli per la sistemazione della fototrappola a Castel Fusano per monitorare la presenza del lupo. F. Maragoni comunica che ancora non è stato attivato il drone per il monitoraggio dei nidi di Caretta caretta, di recente ha avuto disponibilità al necessario un supporto di avvio, aggiunge che il suo gruppo ha attivato l’organizzazione per Urban Nature che si svolgerà il 3 e 4 ottobre per la valorizzazione di due parchi urbani ora in stato di semiabbandono. M. G. Villani propone una collaborazione con l’associazione Ostia Clean Up che ha sede nelle adiacenze dell’Oasi della Duna per un evento di pulizia dell’Oasi della duna, area inserita nel progetto del Parco del Mare. Franca Maragoni sul problema dell’erosione costiera ha attivato un contatto presso la Regione Lazio.

3. Si formalizza l’adesione alla OA i seguenti soci: Martina Buffone, Cosimo Marco Calò, Amalia De Sanctis e Maria Pia Albanese

Earth Hour 28 marzo ad Ostia

Appuntamento: ore 20.30 Stazione Castel Fusano, Ostia

Visita al chiaro di luna costeggiando l’oasi della duna, situata a 100 metri dalla stazione Castel Fusano, poi entreremo nella pineta dove è prevista una breve passeggiata lungo Viale Mediterraneo e sul sentiero del Lupo. Conclusione ore 21.30.

Si tratterà dell’impegno WWF che da oltre 1 anno segue il percorso di progettazione del Parco del Mare, di cui l’Oasi della duna è parte, della proposta di creazione di un Monumento Naturale, della tutela di Castel Fusano che è parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Vogliamo porre l’attenzione sulla salvaguardia e valorizzazione dell’Oasi della duna, piccolo lembo di territorio esteso un ettaro circa che miracolosamente custodisce diverse specie di piante caratteristiche della duna costiera. Queste specie sono completamente scomparse sul nostro litorale, ricompaiono a partire dalla Tenuta Presidenziale, nelle aree dove non sono presenti stabilimenti e cabine.

Da sei anni il WWF Litorale Laziale sta chiedendo la possibilità di gestire questo piccolo frammento di natura ma la burocrazia è lentissima e di fatto blocca una possibilità di dare valore ad un pezzetto di litorale che ci sta molto a cuore in quanto è una vera e propria area testimone.

Per approfondire le notizie su quest’area: https://wwflitoraleromano.wordpress.com/2021/01/20/oasi-della-duna-di-ostia/

EARTH HOUR è un evento mondiale che ha come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sulla sostenibilità del nostro stile di vita riguardo al consumo energetico. Si svolge in tutto il mondo tra le 8.30 e le 9.30 pm.

Ultime osservazioni Parco del mare

Inviate il 25 febbraio le osservazioni in prossimità della chiusura al 28 febbraio della conferenza dei servizi.

Le associazioni WWF Litorale Laziale, Mare Libero – Litorale Romano, Italia Nostra Litorale Romano e Legambiente Circolo Litorale Romano prendono atto di quanto emerso in seguito agli incontri con i progettisti del 9 e 23 febbraio u.s, nei quali sono state date alcune risposte in linea con le numerose osservazioni sugli aspetti ambientali messe in campo.

Pertanto intendono evidenziare le seguenti considerazioni sui temi:

“Valutazioni ambientali in relazione alle specie selezionate e alle variazioni”

“Il nuovo paesaggio del frontemare”

“Soluzioni tecniche di gestione del verde”

“Valutazioni ambientali in relazione alle specie selezionate e alle variazioni”

Le specie vegetali sono indicate dal PFTE del Parco del Mare da utilizzare nel nuovo lungomare nella Relazione generale illustrativa e nella Tavola di Vitalità Ecologica. La lista delle specie arboree sarà modificata da quanto emerso dall’incontro del 23 febbraio scorso, eliminando specie non adatte alla particolare situazione di esposizione a forti venti marini e alte temperature estive. In ogni caso si sottolinea la necessità di scegliere comunque specie autoctone, coerenti con il paesaggio di verde naturale e/o locale, resistenti alle condizioni meteoclimatiche locali (temperature, siccità, venti, aerosol) e funzionali nel caso di arbusti e alberi (termoregolanti e di minima manutenzione). Rispetto alla previsione del PFTE Parco del Mare di collocare e considerare la “palma”, in specifico la “Palma washingtonia” come “elemento guida della struttura lunga del parco” si sottolinea che essa è del tutto incoerente e avulsa (alloctona) nel paesaggio costiero di Ostia, oltre che già dimostratasi vulnerabile alle condizioni climatiche (estremi invernali e/o di mareggiate) del fronte mare, in assoluto contrasto (e danno) paesaggistico vegetale rispetto al verde naturale delle dune conservatesi soprattutto nel tratto tra Canale dei Pescatori e Via Cristoforo Colombo. Rispetto alla palma, sono invece da scegliere specie autoctone e indicate per aree mediterranee e del litorale laziale, alcune già presenti spontanee o impiantate negli anni con successo (ad es. Corbezzolo, Lentisco, Rosa sempreverde, Mirto, Viburno, Cisto, Lavanda, Rosmarino, Cappero, Clematide, Valeriana rossa, Violaciocca selvatica, Papavero delle sabbie). Abbandonando quindi le scelte di piante ecologicamente errate (avulse) e/o inadatte (vulnerabili), come la Palma o altre previste dal PFTE del Parco del Mare, nella individuazione di specie autoctone e resistenti si devono anche conservare con la massima attenzione i fitti cespugli di Phillirea angustifolia (specie tipica della macchia mediterranea), originari e storici nei giardini del lungomare (vd. tra il Lungomare e le Vie Niccolò Benino, Via Geraldino da Monticastro e Via Alessandro Geraldini). Questi cespugli di Phillirea angustifolia infatti, con la loro conservazione e ulteriore espansione possono essere sia di coerente raccordo visivo (paesaggistico) vegetale tra il lungomare e il verde delle dune naturali retrostanti, sia di barriera acustica tra la nuova viabilità e gli spazi di fruizione 2 del Parco del Mare, sia pure di barriera alla dispersione delle sabbie sulle nuove carreggiate stradali ad essi retrostanti. Per massimizzare la sopravvivenza delle piante nel nuovo lungomare e ridurre al minimo i costi di loro manutenzione, l’unica scelta valida e corretta è quindi quella di riproporvi le specie vegetali naturali già presenti, creando coerenti “connessioni” (anche se frammentate) con la vegetazione delle ultime dune naturali presenti e con le macchie di verde (pure specie autoctone) dei cosiddetti giardini storici. Nello specifico, si propone di seguito una coerente disposizione delle piante nel Parco del Mare, schematicamente sezionata a fasce, nel nuovo lungomare e strade interne (da lato mare verso terra):

1. Fascia esterna (a ridosso spiaggia): Tamerici e Ginepri coccoloni, bassi e flessibili.

2. Fascia intermedia (di frangivento e “connessioni” a dune naturali): Lentisco e Fillirea in densi gruppi, Cisto, Ginepro coccolone, Mirto e Leccio.

3. Fascia interna (area parco e strade retrostanti): Carrubi sopra pavimentazione e Olivi su prato/terra (il vento vi giungerebbe già “frenato” dalle prime due fasce).

Si segnala decisiva la certificazione del materiale vegetale, che deve essere adeguatamente autoctono, indigeno, per la riuscita degli impianti anche in espansione del verde già esistente (ad es. un leccio nato e cresciuto vicino al mare ha resistenza al sale molto superiore rispetto a uno cresciuto nell’entroterra) e per evitare inquinamento genetico su habitat/specie vegetali di importanza comunitaria (della Direttiva 92/43/CE) e regionale (di LR 61/74) presenti nelle dune naturali. Pertanto, è necessaria una clausola di certificazione della provenienza del materiale vegetale, che deve essere di piante provenienti da “ecotipi locali”. Al riguardo, si suggerisce opportuno un rapporto di assistenza con la Sapienza Università di Roma Dipartimento di Biologia Ambientale e Orto Botanico (che ha già fornito sostanziali contributi) anche ai fini di (ri)produzione di adeguato materiale vegetale indigeno da reimpiantare nel Parco del Mare. Si richiama infine la necessità che tutte le superfici di verde naturale e impiantato/espanso del Progetto di Parco del Mare abbiano una (ri)adeguata coerente, formale, destinazione urbanistica. Nello specifico le aree di ultime dune naturali, già ripetutamente segnalate di rilevante importanza naturalistica (ivi habitat e specie della Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74), del cosiddetto Parco dei Sognatori – “Oasi della Duna”, dell’area interposta tra Viale della Stazione di Castel Fusano – Via dei Sandolini – Via Ugolino Vivaldi – Via dell’Aquilone e dell’area interposta tra Via Ugolino Vivaldi – ferrovia Metromare – Via Girolamo De Angelis – Via Gaspare Balbi, devono avere destinazione urbanistica a verde naturale anche con una coerente indicazione di loro destinazione a futuro Monumento Naturale ai sensi della LR 29/97. 3 Fina da ora, inoltre, il PFTE del Parco del Mare vi dovrebbe prevedere: tabelle informative di conoscenza e rispetto, piccoli passaggi pedonali sopraelevati in legno (vd. traccia tra Via Ugolino Vivaldi e Via dei Sandolini), rimozione superficiale di suolo alterato (pietrisco disperso nella fascia adiacente Via dell’Aquilone), idranti in loco per interventi antincendio (tempestivi).

“Il nuovo paesaggio del frontemare”

Nel Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del Parco del Mare (aggiornato a febbraio 2026), il rapporto con le delimitazioni verso il mare viene nella sostanza ignorato. È infatti data per acquisita la rimozione totale del “lungomuro” grazie al Piano di Utilizzo degli Arenili (PUA), ad oggi approvato solo in via preliminare, come si legge a pag. 14 del PFTE: “Il nuovo PUA introduce criteri innovativi, pensati per migliorare l’esperienza e la fruizione della costa. Tra le disposizioni più rilevanti spiccano: Garanzia di visibilità della linea costiera, che comporta la demolizione del lungomuro, un elemento che in passato ha ostacolato la vista del mare; L’assicurazione di una piena accessibilità al mare per tutti i cittadini; Una distribuzione più equa e omogenea delle spiagge libere, anche nelle aree urbanizzate del litorale. In merito alle spiagge libere, il PUA supera le direttive regionali, oltre il 50% del litorale sarà destinato a spiagge libere. Vengono inoltre garantiti e mantenuti i varchi di accesso al litorale, con una distanza massima tra essi di 300 metri e larghezza minima di 3 metri, facilitando il transito e l’accesso alla spiaggia”. È evidente il disallineamento temporale tra Parco del Mare e PUA, laddove si parla al passato del lungomuro, come se fosse magicamente scomparso. Questa barriera, che purtroppo è entrata nell’immaginario collettivo quasi come un elemento identitario, non compare mai nei rendering del PFTE (pagg. 33, 38, 39, 44, 45, 53 ecc.), significando che l’intero progetto presuppone la sua già avvenuta eliminazione, grazie al PUA. In realtà, secondo le ultime dichiarazioni da parte dell’Amministrazione, il PUA dovrebbe essere approvato definitivamente nel corso del 2026 ma più verosimilmente nel 2027. La principale criticità che si ravvisa nel rapporto tra i due percorsi è che il Parco del Mare è un “progetto” nel senso pieno del termine, dove vengono definite nel dettaglio modifiche alla viabilità, posizione e dimensione di parcheggi, dimensione e sistemazione di aree verdi ecc. mentre il PUA è una “pianificazione” senza progettazione. In poche parole il PUA non è un progetto d’insieme: si limita a definire parametri urbanistici (indice di edificabilità, superfici utili da sfruttare, altezze massime strutture e delimitazioni, tipologia di nuove edificazioni, ecc.) ma non “disegna” il fronte mare. 4 Ciò significa che il risultato finale sarà definito dalle proposte di fattibilità tecnico-economica presentate dagli aspiranti concessionari in sede di gara per l’assegnazione delle concessioni sulle spiagge: viene a mancare quindi quel “concept” generale che dovrebbe garantire la omogeneità della visione pubblica del lungomare, che sia espressione dei bisogni di tutta la collettività, lasciando invece lo spazio progettuale ai privati, questi ultimi ovviamente condizionati da legittime esigenze di redditività degli investimenti. A rafforzare tale criticità interviene la struttura stessa della pianificazione (v. Regolamento generale1), che si limita a definire pochi invarianti (“edifici balneari storici con valore architettonico” e “assialità riferibili agli edifici con valore architettonico, quelle con valenza morfologica che costituiscono il prolungamento dei principali assi insediativi del tessuto urbano e si relazionano con l’arenile anche attraverso spazi aperti configurati già presenti sul Lungomare (slarghi, piazze e giardini)”), lasciando invece le altre assialità (naturalistiche in particolare) e la collocazione delle spiagge libere e dei varchi alla sistemazione risultante dai singoli progetti privati che vinceranno i bandi di gara per l’assegnazione delle concessioni. Sulla integrazione e armonizzazione del progetto Parco del Mare e del Piano per gli Arenili incombe anche l’incertezza sul destino di molte strutture poste al limite del Parco, sia quelle danneggiate dall’erosione e dagli eventi metereologici estremi degli ultimi anni che quelle dalla dubbia legittimità edilizia (abusive). In sintesi, la piena realizzazione del Parco del Mare, ovvero il pieno accesso alle spiagge lungo la sua intera estensione lineare, dipende dalla volontà e dalla capacità dell’Amministrazione di predisporre, con la partecipazione delle associazioni scriventi, un “elaborato integrativo” del Piano di Utilizzo degli Arenili, che definisca con precisione: – – – quali edifici meritino di essere tutelati e conservati e quali invece debbano essere dismessi, perché fatiscenti o abusivi, soprattutto in relazione alla situazione attuale di grave erosione degli arenili, causata anche dallo stesso “irrigidimento” del litorale; quali barriere e/o delimitazioni (inferriate, false dune, muri, siepi ecc.) che attualmente impediscono accesso e visuale, vadano eliminate e quindi l’impegno a inserire tale obbligo nei relativi bandi di gara, ovvero a dare corso in autonomia amministrativa del Comune; l’esatta collocazione e dimensione delle spiagge libere/attrezzate, anche in relazione al progetto del Parco del Mare (in particolare alla nuova viabilità e alla collocazione dei parcheggi). Tale “elaborato integrativo” dovrà essere quindi acquisito nel progetto esecutivo del Parco del Mare, per una reale armonizzazione dei due percorsi e nel rispetto dell’interesse della comunità di attribuire a un insostituibile bene comune le funzioni sociali, culturali ed economiche ritenute più utili. 1Capo III, Riferimenti morfologici e tipologici, artt. 7 ,8 5 Quanto a “nuovo paesaggio del frontemare”, di ulteriore rilievo è la previsione del PFTE del Parco del Mare di realizzare ex novo “nuove dune caratterizzate da terre riportate al fine di riconfigurare con nuovi riporti conformati organicamente con consistenza vegetazionale retrodunale di primo avvio verso una evoluzione spontanea naturale”. Questa previsione contrastante in realtà con il fatto che il tratto alla foce del Canale dei Pescatori, in origine non può aver cordoni di sabbie marine “alte” (come sostiene il Prof. Francesco Spada) prevede che “il nuovo rilevato sarà composto da miscele di terra e sabbia per consentire l’attecchimento della vegetazione, la gestione controllata dell’evoluzione della superficie vegetata.” Tale scelta sottovaluta decisamente le possibili incidenze e alterazioni pedologico-morfologicovegetazionali che si andrebbero a determinare in loco e nella vicina fascia delle “dune consolidate”, vere dune naturali finora conservatesi di estremo valore ambientale (ivi habitat e specie della Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74) che hanno loro proprie caratteristiche e dinamiche naturali. Quale causa di queste possibili incidenze e alterazioni limitrofe, c’è la verosimile incertezza della tenuta morfologico-vegetazionale di queste “nuove dune”, di precario futuro perché poste nel fronte mare caratterizzato da aspetti climatici spesso estremi (siccità, venti, aerosol marino), con la necessità quantomeno di utilizzare le medesime specie indigene delle vicine dune naturali, senza trascurare che i nuovi apporti di terra, la cui provenienza non è ben definita, potrebbero comunque alterare le caratteristiche pedologiche e morfologiche dei suoli locali. A tal proposito, si deve pure rimarcare che i dati sulla entità dei venti del litorale di Ostia riportati nella documentazione di PFTE del Parco del Mare risultano di certo minori del reale effettivo (desunti da stazioni di rilevamento non adeguate locali e nonostante possibilità di consultare dati proprio significativi del lungomare, giornalieri e/o probabilmente tabulabili della Sezione di Ostia della Lega Navale Italiana).

“Soluzioni tecniche di gestione del verde”

Si ribadisce che la soluzione adeguata, coerente (ecologicamente) e vantaggiosa (minor costo manutentivo), per la gestione del verde del previsto Parco del Mare è basata sulla scelta conservativa e di diffusione/impianto delle specie autoctone già presenti nel lungomare. Sono proprio queste specie e singole piante quelle selezionatesi più adatte e resistenti nel contesto ambientale del lungomare, sicuramente certificate della loro vitalità e resistenza nel tempo, con minimi costi di gestione (quasi assenti di irrigazioni, potature, trattamenti etc.); da esse e anche da quelle di aree limitrofe (dune Castel Porziano e lecceta Castel Fusano) si può inoltre attingere per un vivaismo di materiale indigeno (a cura di Servizio Giardini e/o ev. Università e/o ev. vivai privati) necessario ai nuovi impianti vegetali nel Parco del Mare. 6 Anche rispetto alla definizione del piano di gestione del Parco del Mare in particolare della sua componente del verde, tuttora mancante nel PFTE e incognita (di chi le competenze e con quali risorse economiche ed operative), si sottolinea che l’amministrazione pubblica può attuare forme diverse di collaborazione attiva con realtà associative ambientaliste e dei cittadini e con il mondo scolastico e universitario proprio per la manutenzione e valorizzazione del verde locale (vd. LR 10/2019 e Reg. Roma Capitale approvato con Delib. Ass. Capit. n. 102 del 23/05/2023).

In definitiva, la scelta primaria di conservare e valorizzare il verde naturale e la naturalità in modo diffuso nel futuro Parco del Mare è il miglior investimento sia economico che sociale e culturale da parte della amministrazione pubblica. Restiamo disponibili a eventuali confronti progettuali e propositivi per la fase di sviluppo del progetto esecutivo. Ringraziando per l’attenzione.

Roma, 25 febbraio 2026

Maria Gabriella Villani, Presidente WWF Litorale Laziale. Cosimo Marco Calò, WWF Litorale Laziale

Danilo Ruggiero, Presidente Associazione Mare Libero

Anna Longo, Presidente Italia Nostra Litorale Romano

Elisabetta Studer, Presidente Legambiente Circolo Litorale Romano

Parco del mare, inviate le osservazioni

Il percorso sul Parco del mare continua.

Il documento, condiviso con Mare Libero, Legambiente Circolo Litorale Romano, Italia Nostra Litorale Romano, è stato inviato il 2 ottobre agli enti interessati alla Conferenza dei Servizi che si chiude il 20 ottobre prossimo.

Alleghiamo la sintesi del documento inviato.

D O S S I E R

Progetto “PARCO DEL MARE”

di Roma Capitale e Risorse per Roma (2025-2028)

(23.833.000 euro da Fondo Europeo Sviluppo Regionale FESR)

Iter e fase del progetto:

Finanziato con accordo tra Regione Lazio e Roma Capitale (2024)

Documento di Indirizzo Progettazione – DIP redatto da Risorse per Roma (2024)

Progetto di Fattibilità Tecnico Economica – PFTE (a cura di Abacus S.r.l.)

con “assenso preventivo” e “varianti urbanistiche(Delibera Giunta Capit. n. 326 del 07.08.2025)

Verifica di assoggettabilità a VIA e Conferenza di Servizi del PFTE (ottobre 2025)

Lavori di realizzazione:

affidamento lavori entro giugno 2026 e completamento entro 2028

Azioni svolte:

  • incontri delle Associazioni ambientaliste del Litorale Romano (Mare Libero, WWF, Italia Nostra, Legambiente) con Roma Capitale e Risorse per Roma (09.01.2025) e con i progettisti incaricati (16.04.2025 e 03.07.2025);
  • incontro delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. e Comitati di Quartiere con Municipio X, Roma Capitale e Risorse per Roma (26.02.2025);
  • inviate osservazioni e proposte alternative delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. a Roma Capitale e Risorse per Roma (20.03.2025 e 21.07.2025);
  • inviata segnalazione delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. agli Organi competenti su importanza europea e tutela delle dune (11.08.2025);
  • inviate osservazioni e richieste di modifiche al PFTE delle Associazioni ambientaliste Lit. Rom. ai soggetti di sua verifica di assoggettabilità a VIA e della Conferenza dei Servizi (02.10.2025).

inoltre:

  • risulta interrogazione al Senato (Atto n. 4-01970 pubblicato il 01.04.2025 nella seduta n. 289) ai Ministri dell’ambiente e della sicurezza energetica, della cultura e delle infrastrutture e dei trasporti.

Principali link per informazioni:

PROGETTO DI FATTIBILITA’ TECNICO ECONOMICA – PFTE DEL “PARCO DEL MARE”

Principali osservazioni, criticità e modifiche richieste

Indice

1. Parco del Mare, una visione limitata ……………………..…………………………………………….. pag.   2  

2. Parco del Mare, le dune naturali da conservare …………………………………………………… pag.   4

3. Parco del Mare, consumo di suolo e nuovi parcheggi ………………………………………….. pag. 11

4. Parco del Mare, scegliere il verde naturale ………………………………………………..………… pag. 11

5. Parco del Mare, “nuove dune di riporto” e loro incidenze e precarietà …………….… pag. 12

6. Parco del Mare, realizzare la mobilità ciclabile ………………………………………………….… pag. 12  

7. Parco del Mare, infrastrutture e allestimenti sostenibili ……………………………………… pag. 14

8. Parco del Mare e sostenibilità ambientale …………………………………………………..…..…. pag. 14

1. Parco del Mare, una visione limitata

Il PFTE si incentra sulla dichiarata “valorizzazione del fronte mare di Ostia”mirando a “consolidare un’economia locale incentrata su un turismo responsabile”, con l’intento finale diforgiare una nuova identità per l’affaccio di Roma sul Tirreno”.  

Questa visione segna però una storica incapacità delle progettualità pubbliche di riconoscere a Ostia quella fisionomia unica e riconoscibile risultante dalla fusione di tutti i suoi elementi più caratterizzanti: il mare, il fiume, l’archeologia, la storia antica e moderna, le ricchezze naturalistiche e paesaggistiche.

Elementi, che dovrebbero essere inseriti in una rete che li metta in comunicazione tra loro e che, soprattutto, dia significato pieno a un territorio così ricco di testimonianze storiche e di biodiversità; evitando pure che la sola risorsa mare, la più redditizia, continui ad egemonizzare tutti gli sforzi progettuali delle amministrazioni, in ossequio a una illusione turistica alimentata spesso per pochi beneficiari.

Il Parco del Mare, come presentato e con le sue notevolissime risorse impegnate, rischia ancora una volta di puntare su una valorizzazione della sola fascia litoranea, con previste trasformazioni che hanno già suscitato negli ultimi mesi molte critiche, sia per la trasformazione radicale di viabilità e parcheggi che andrebbe a sacrificare aree retrodunali protette, sia perché non considera l’attuale barriera di accesso e visiva al mare, il cosiddetto “lungomuro”

Si rileva come in altri casi (vd. progetti Ponte della Scafa, arco di affaccio sul Tevere, ecc.) una autoreferenzialità della Amministrazione che, seppure per urgenze temporali di acquisizione e utilizzo fondi, comprime “ascolti e bisogni” reali del territorio e gli “obiettivi” di buona pianificazione delle progettualità specifiche, influenzate da situazioni contingenti o spesso dagli stakeholders con maggiori potenzialità di lobbying.

Serve invece una nuova visione, che punti a ricucire nei percorsi storici, naturalistici e culturali le aree frammentate e sconnesse, ricostruendo una trama di beni collettivi e valori condivisi di comunità, con adeguate infrastrutture di mobilità, efficienti e sostenibili.

Il punto critico essenziale del progetto di Parco del Mare è che si innesta in un contesto della zona centrale e di levante di Ostia fortemente degradato dalla presenza del “lungomuro”, barriera di accesso e visiva al mare lunga chilometri, che caratterizza in modo drasticamente negativo l’immagine di Ostia, anche a livello internazionale, nonostante la sua richiamata “marcata vocazione turistica estiva”.

Questa barriera di “lungomuro stranamente non compare nei rendering del PFTE, significando forse che l’intero progetto ne presuppone la già avvenuta eliminazione grazie al Piano di Utilizzo degli Arenili – PUA.

Ma il PUA, già approvato in via preliminare e attualmente in fase di VAS, secondo ultime dichiarazioni della Amministrazione sarà approvato definitivamente solo nel 2026, più verosimilmente nel 2027. 

Sulla attuazione del PUA una volta approvato, incombono inoltre molte e pesanti difficoltà: in primis l’effettiva eliminazione del “lungomuro” da parte dei soggetti vincitori dei futuri bandi di gara (ai quali viene attribuita la responsabilità della proposta tecnico-economica), l’aumento reale delle spiagge di libera fruizione nella zona urbana (molte delle quali collocate dal PUA come “cornice” degli edifici balneari storici) e, non ultima, l’esistenza di concessioni in scadenza nel  2029/2030 che quindi andranno revocate prima dei bandi, con inevitabili strascichi giudiziari.

Senza trascurare che, se da un lato l’Amministrazione enfatizza la positiva ricaduta ambientale e paesaggistica del PUA (abbattimento del “lungomuro”), dall’altro ha approvato un emendamento alle NTA del Piano Regolatore Generale che ha consolidato l’indice di edificabilità del 5% sulla spiaggia.

Il progetto di Parco del Mare (da completare necessariamente nel 2027 con collaudi fino al 2029) è quindi improbabile che possa procedere parallelamente alla eliminazione del “lungomuro, mentre sembra molto più probabile che quest’ultimo resisterà a lungo anche alla “rigenerazione urbana” e alle “incursioni ambientali” della duna ricostruita alle sue spalle.

Il progetto di Parco del Mare, al di là delle modifiche di viabilità e spazi, sarà quindi fortemente mortificato e pregiudicato nella sua ambizione di tutela e valorizzazione ambientale e di adattamento ai cambiamenti climatici

2. Parco del Mare, le dune naturali da conservare

Nell’area del progetto di Parco del Mare sono presenti, documentate e note, importanti fasce di vegetazione dunale e di macchia da salvaguardare ai sensi delle normative vigenti e da valorizzare con la massima attenzione, proprio e nel rispetto delle Priorità del PR FESR Lazio 2021-2027: 2. Un’Europa più resiliente e più verde (510 M Euro) da cui scaturisce il finanziamento del progetto stesso.

Per questo, sono da eliminare le previsioni del PFTE di prolungamento stradale da Via Niccolò Benino a Via dei Sandolini e di realizzazione di un parcheggio tra Via Girolamo De Angelis e Via Ugolino Vivaldi, perché andrebbero a frammentare e distruggere le ultime dune naturali conservatesi nell’ambito urbano di Ostia – Lido di Castel Fusano nelle quali vi sono habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (di Direttiva Habitat 92/43/CEE e LR 61/74).

Mappatura degli habitat di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CEE) presenti nell’area di Ostia – Lido di Castel Fusano (da Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025 – Università di Roma La Sapienza).

Previsioni stradali e di nuovo parcheggio del Parco del Mare nell’area di Ostia – Lido di Castel Fusano (da documenti PFTE) sulle dune naturali con habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74).

Immagine della corda tesa lunga 10 metri corrispondenti alla larghezza minima prevista dal PFTE nel prolungamento stradale tra Via Niccolò Benino e Via dei Sandolini: ma in fase di cantiere e di realizzata sede stradale con le sue banchine la larghezza sarà inevitabilmente ben più di 10 metri.

Questo prolungamento stradale attraverso le dune naturali conservatesi tra Via Niccolò Benino e Via dei Sandolini distruggerebbe vasta parte di superficie retrodunale (oggi estesa circa 34.000 mq.), con presenza di habitat e specie di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CE) e regionale (LR 61/74), presenza già documentata e segnalata dalla Università di Roma La Sapienza (Spada et al., 2006; Spada, 2009) anche di recente a Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, ISPRA, Regione Lazio e Roma Capitale (Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025: “Relazione tecnico-scientifica sul valore botanico delle aree retrodunali comprese tra Via Ugolino Vivaldi, Via dell’Aquilone, Viale della Stazione di Castelfusano, Via dei Sandolini e tra Via Ugolino Vivaldi, Via Gaspare Balbi, Via Girolamo De Angelis, ferrovia Roma-Lido”).

In particolare, con questo prolungamento stradale si avrebbe:

  • distruzione di vasta parte di superficie retrodunale di valore naturalistico (unica in ambito urbano) con habitat di importanza comunitaria, su una estensione di oltre 1.200 mq;
  • alterazione delle dinamiche morfologico-vegetazionali del sistema retrodunale;
  • rischio e massima vulnerabilità di incendi sulle superfici di dune attraversate dalla prevista nuova viabilità, con incendi di particolare criticità perché (ancor più) di “interfaccia” in vicinanza di immobili residenziali e sportivi e con probabili necessità di chiusure della nuova viabilità causa inagibilità e/o motivi di sicurezza;
  • isolamento di larga parte della superficie retrodunale ridotta a spazio spartitraffico, intercluso tra le nuove previste carreggiate stradali in direzione Roma su Via dell’Aquilone e in direzione Ostia sul prolungamento tra Via Benino e Via dei Sandolini; 
  • necessità di profilature/preparazioni (movimentazioni e consolidamenti) dei suoli sabbiosi per potervi realizzare il nuovo tracciato stradale;
  • frequenti dispersioni di sabbie sul nuovo tracciato stradale intercluso tra le dune circostanti, per effetto della ventosità locale (da sud-sud-ovest, a 20 e ben più di 30 km/h).

Se si vuole un “Parco del Mare” con le dune, siano allora prima di tutto conservate e valorizzate le dune naturali ancora esistenti con loro habitat e specie di importanza comunitaria e regionale!

Questo è fattibile, con la eliminazione del previsto parcheggio e con la collocazione della nuova viabilità, di entrambi i sensi di marcia verso Ostia e verso via Cristoforo Colombo, su Via dell’Aquilone.

L’attuale sede stradale di Via dell’Aquilone, infatti, può essere facilmente ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e con scarsa vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino all’intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e anche oltre fino al Canale dei Pescatori, come da seguenti immagini.

Alternativa di viabilità da Via Niccolò Benino al Canale dei Pescatori.

Per la nuova viabilità del lungomare (carreggiate direzione Cristoforo Colombo e direzione Ostia), si utilizza la sede stradale di Via dell’Aquilone ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino alla intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e poi, dalla intersezione, ampliando Via dell’Aquilone sugli spazi di parcheggi e le adiacenze di parte di giardino storico (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) fino a Piazzale Mediterraneo ci si connette al ponte attuale (anche ampliabile) sul Canale dei Pescatori. (N.B. Soluzione che comporta minimi lavori di movimento/preparazione suoli e di nuova viabilità, nonché risparmio di costi di nuovo ponte sul Canale dei Pescatori).

Ulteriori alternative di viabilità da Via Niccolò Benino al Canale dei Pescatori.

Per la nuova viabilità del lungomare (carreggiate direzione Cristoforo Colombo e direzione Ostia), si utilizza la sede stradale di Via dell’Aquilone ampliata sugli attuali spazi di parcheggi (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) nel tratto da Via Ugolino Vivaldi fino alla intersezione con Viale della Stazione di Castel Fusano e poi, dalla intersezione, ampliando Via dell’Aquilone sugli spazi di parcheggi e le adiacenze di parte di giardino storico (lato mare) e su parti adiacenti di terreno degradato e privo di vegetazione (lato terra) fino a Piazzale Mediterraneo, ivi con possibili diramazioni, oltre che sul ponte attuale, su nuovo ponte (in arancione) oppure sul nuovo ponte da Via della Fusoliera, con una rotatoria nell’area tra Viale Mediterraneo e Via della Fusoliera. 

(N.B. Angolo di rotatoria comunque analogo a quello previsto tra Via delle Quinqueremi – Via del Bucintoro – Lungomare Duilio). 

Queste soluzioni viarie alternative sono assolutamente fattibili, tali da poter realizzare viabilità affiancata, tutta di larghezza analoga e come prevista per il tratto da Via dell’Aquilone fino alla Cristoforo Colombo, con “sensi di marcia (che) sono separati da un’aiuola verde di larghezza variabile non inferiore a un metro.” e prevista “Rotatoria 6 di progetto”.

Come già detto, è di rilevante impatto ambientale e da non realizzare il parcheggio previsto nello spazio tra Via Ugolino Vivaldi e Via Girolamo De Angelis.

Previsione del nuovo parcheggio del Parco del Mare tra Via Ugolino Vivaldi e Via Girolamo De Angelis (da documenti PFTE) su duna naturale con habitat e specie di importanza comunitaria e regionale (Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74).

Questo previsto nuovo parcheggio distruggerebbe quasi completamente una superficie retrodunale (estesa circa 10.000 mq.), con presenza di habitat e specie di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CE) e regionale (LR 61/74), presenza già documentata e segnalata dalla Università di Roma La Sapienza (Spada et al., 2006; Spada, 2009) anche di recente a Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, ISPRA, Regione Lazio e Roma Capitale (Vitale-Bardino-Fanelli, agosto 2025: “Relazione tecnico-scientifica sul valore botanico delle aree retrodunali comprese tra Via Ugolino Vivaldi, Via dell’Aquilone, Viale della Stazione di Castelfusano, Via dei Sandolini e tra Via Ugolino Vivaldi, Via Gaspare Balbi, Via Girolamo De Angelis, ferrovia Roma-Lido”).

In particolare, con questo nuovo parcheggio si avrebbe:

  • distruzione quasi completa di superficie retrodunale di valore naturalistico (unica in ambito urbano) con habitat di importanza comunitaria, su una estensione di circa 7.000 mq.;
  • alterazione delle dinamiche morfologico-vegetazionali del sistema retrodunale;
  • impermeabilizzazione di suoli, anche nella vicinanza di edifici residenziali; 
  • attrattiva di traffico e sosta veicolare in un ambito di caratteristiche prettamente residenziali.

Di tale progetto potrebbero essere compatibili solo alcuni posti auto previsti nelle immediate adiacenze delle sedi stradali di Via Girolamo De Angelis e Via Gaspare Balbi. 

Rispetto a tutto quanto segnalato, le Associazioni si riservano ogni azione dovesse rendersi necessaria per la tutela dei valori naturali documentati.

3) Parco del Mare, consumo di suolo e nuovi parcheggi

Nonostante l’obiettivo dichiarato del PFTE di “depavimentizzare” l’esistente, con le previsioni di nuovo tracciato stradale e di nuovi parcheggi del “Parco del Mare” si perdono oltre 33.000 mq. del verde oggi esistente, naturale e non, mentre proprio nel PFTE mancano dati e calcoli sul bilancio complessivo tra suoli depavimentati e di nuove coperture.

Il numero complessivo di posti auto viene comunque a ridursi da 2400 a 2030, nonostante le possibilità di ulteriori e funzionali parcheggi intermodali.

Inoltre, i parcheggi così come previsti allocati dal PFTE determinano improprio incremento del traffico veicolare in spazi interni residenziali di Ostia e del suo lungomare.

Sono invece da incrementare le superfici di parcheggio presso le stazioni della Metromare e in particolare presso la Cristoforo Colombo, ivi pure con spazi (di poco multipiano), realizzando così un opportuno nodo intermodale dei trasporti sia per il Lido di Ostia, sia verso Roma e sia verso i “Cancelli” di Castel Porziano e Torvaianica.

4. Parco del Mare, scegliere il verde naturale

Il PFTE indica la “palma”come “elemento di unitarietà” ed “elemento guida della struttura lunga del parco” con la scelta “ricaduta nella Palma washingtonia”.

Ma la palma è del tutto incoerente e avulsa (alloctona) nel paesaggio costiero di Ostia, anche con le sue presenze già dimostratesi precarie nel tempo, in assoluto contrasto (e danno paesaggistico vegetale) rispetto alle superfici di verde naturale delle dune conservatesi soprattutto nel tratto tra Canale dei Pescatori e Via Cristoforo Colombo.

Rispetto alla palma, si ribadisce già dimostratasi vulnerabile alle condizioni climatiche (estremi invernali e/o di mareggiate) del fronte mare di Ostia, sono invece da scegliere specie autoctone e indicate per aree mediterranee e del litorale laziale, alcune già presenti spontanee o impiantate negli anni con successo (ad es. Corbezzolo, Lentisco, Rosa sempreverde, Mirto, Viburno, Cisto, Lavanda, Rosmarino, Cappero,Clematide, Valeriana rossa, Violaciocca selvatica, Papavero delle sabbie).  

Tralasciando le piante ecologicamente errate e/o inadatte, come la palma o altre previste dal PFTE (Bagolaro, Falso pepe), nella scelta di avere specie autoctone e resistenti si devono anche conservare con la massima attenzione i fitti cespugli di Phillirea angustifolia originari e storici dell’area (trattasi di specie tipica della macchia mediterranea) presenti nei giardini storici tra il Lungomare e le Vie Niccolò Benino, Via Geraldino da Monticastro e Via Alessandro Geraldini.

Questi cespugli di Phillirea angustifolia, infatti, con la loro espansione/diffusione possono essere sia di significativo raccordo visivo vegetale del lungomare verso la vegetazione delle dune naturali retrostanti, sia una barriera acustica tra la viabilità stradale e gli spazi di fruizione del Parco del Mare.

5) Parco del Mare, “nuove dune di riporto” e loro incidenze e precarietà

Il PFTE del Parco del Mare prevede la realizzazione ex novo di “nuove dune caratterizzato da terre riportate al fine di riconfigurare con nuovi riporti conformati organicamente con consistenza vegetazionale retrodunale di primo avvio verso una evoluzione spontanea naturale.”.

Oltre che piuttosto indefinita, questa previsione, secondo la quale “In relazione alle caratteristiche dell’intorno il nuovo rilevato sarà composto da miscele di terra e sabbia per consentire l’attecchimento della vegetazione, la gestione controllata dell’evoluzione della superficie vegetata.”, sottovaluta decisamente le possibili incidenze e alterazioni pedologico-morfologico-vegetazionali che possono determinarsi nella vicina fascia delle “dune consolidate”, le vere dune naturali finora conservatesi di estremo valore ambientale (ivi habitat e specie della Direttiva 92/43/CEE e LR 61/74) che hanno loro proprie caratteristiche e dinamiche naturali.

Anche quale causa di queste possibili incidenze e alterazioni limitrofe, c’è la verosimile incertezza sulla riuscita e tenuta morfologico-vegetazionale di queste “nuove dune”, di precario futuro perché previste nel fronte mare di Ostia caratterizzato da aspetti climatici spesso estremi (siccità, venti, aerosol marino)

6) Parco del Mare, realizzare la mobilità ciclabile  

Il “Parco del Mare” con il suo PFTE, strategico per la riqualificazione del litorale di Ostia con l’obiettivo di migliorarne fruizione turistica e qualità degli spazi pubblici, dovrebbe considerare più attentamente la mobilità ciclabile e pedonale, affinchè essa sia garantita coerente con gli obiettivi di sostenibilità e intermodalità previsti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Roma Capitale e dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica nazionale.

E’ infatti necessario avere una progettazione della mobilità ciclopedonale e della intermodalità con TPL/Metromare che dia alla rete ciclabile continuità, sicurezza, accessibilità universale e funzione trasportistica, oltre che fruizione turistico-ricreativa.

La ciclabilità come prevista dal PFTE sembra invece concepita prevalentemente come elemento ricreativo, con percorsi che si sviluppano in prossimità della spiaggia o all’interno delle aree verdi.

In particolare, nel tratto verso il porto il PFTE prevede solo un percorso ciclopedonale adiacente gli accessi alla spiaggia, mentre nel tratto intermedio la configurazione dei percorsi ciclabili risulta poco chiara (gerarchia/continuità, priorità agli incroci, separazione perdoni-bici), infine, nel tratto più a Sud e dopo il Canale dei Pescatori, i percorsi ciclabili appaiono sdoppiati, uno più prossimo alla spiaggia e uno più interno, ad altimetria variabile, nelle aree di giardino e di duna ricostruita.

Ne consegue, come criticità ricorrente, una fruizione ciclabile trattata quasi esclusivamente come ricreativa, non come alternativa di spostamento; inoltre, la separazione dai pedoni non è sempre garantita, ciò che incide sulla sua efficacia, scorrevolezza e sicurezza, in contrasto con gli obiettivi di mobilità quotidiana e intermodale.

Questa impostazione orientata prevalentemente alla fruizione ricreativa, rischia di non rispondere alle esigenze di utilizzazione e promozione della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, per il quale serve una rete ciclabile efficace con garanzie di continuità, linearità e sicurezza, evitando interruzioni e conflitti con i flussi pedonali.

Si rende quindi necessaria la separazione dei flussi tra pedoni e ciclisti, soprattutto per ambiti di alta frequentazione, con la progettazione delle specifiche piste ciclabili dedicate alla mobilità (separate da pedoni e traffico veicolare, adeguatamente accessibili, segnalate e illuminate, realizzate con materiali sicuri e durevoli, secondo D.M. 557/1999 e linee guida nazionali).

Il PFTE deve quindi necessariamente meglio integrare la rete ciclabile con i principali nodi di trasporto pubblico, in particolare con le fermate della Metromare e le linee di bus, oltre che con le aree di parcheggio (con parcheggi scambiatori, bicipark custoditi e sistemi di wayfinding a stazioni e capolinea), definendo un asse ciclabile principale continuo e diretto, con funzione trasportistica, affiancato dai percorsi ricreativi e di valorizzazione delle aree verdi e di pregio naturalistico del parco lineare. Solo così si favorirà l’uso combinato bici+TPL su lungomare e all’interno di Ostia, riducendo effettivamente dipendenza e uso dell’auto privata.

Resta infine da commentare che con il Parco del Mare si avrà lo smantellamento della pista ciclabile già presente e di recente ultimata nel lungomare di Ostia (la cui vicenda è stata certo lunga e travagliata, anche con vari e conseguenti problemi): sarà comunque e quantomeno l’ennesimo esempio di scarso coordinamento previsionale di progetti e impieghi di risorse economiche pubbliche.   

7) Parco del Mare, infrastrutture e allestimenti sostenibili

Rispetto alla principale nuova infrastruttura prevista dal PFTE, il nuovo Ponte sul Canale dei Pescatori collocato tra Via della Fusoliera e Via delle Quinqueremi – nonostante che sia ampliabile il ponte già esistente -, si sottolinea che se la sua tempistica di realizzazione non sarà assicurata coincidente con la definizione della nuova viabilità, si avranno inevitabili rilevanti criticità della fluidità veicolare nella viabilità tra Canale dei Pescatori e Cristoforo Colombo, con conseguenti disagi e impatti anche ambientali.

Sulla nuova viabilità e la sua pavimentazione prevista dal PFTE, necessitano definizioni progettuali per l’impiego di asfalti con massime performance drenanti vista la nuova copertura di suoli e con caratteristiche di loro fono assorbenza viste le molte adiacenze residenziali.

Tra gli “elementi di arredo urbano e allestimento” il PFTE prevede “chioschi per tavola fredda, con aree esterne attrezzate con tavoli e tende” che sono da valutare attentamente nelle problematiche igieniche connesse, anche per loro interferenze con le molte residenzialità limitrofe. 

Non essendoci nel PFTE, servono specifiche definizioni sulle opportune caratteristiche e disposizioni della illuminazione nell’area di Parco del Mare e nuova viabilità, anche per evitare interferenze con le molte residenzialità limitrofe e con la fauna selvatica nel tratto sud contiguo alla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. 

Infine, pure non prevista nel PFTE, si rimarca la necessità di ulteriori idranti antincendio da posizionare nell’area del Parco del Mare, soprattutto presso le zone di maggior verde e pregio, anche ad alta frequentazione, tra le quali si segnalano Via dell’Aquilone e Via Ugolino Vivaldi.

8. Parco del Mare e sostenibilità ambientale

Sulla sostenibilità ambientale del progetto di Parco del Mare come da suo PFTE, fin qui esaminata nelle sue principali criticità e con relative alternative, ribadiamo in sintesi:

  • il danno ambientale delle previsioni di nuova viabilità e di nuovo parcheggio attraverso e sopra le dune naturali;
  • la incognita di bilancio finale tra suoli nuovi ricoperti (parzialmente noti) e quelli effettivamente depavimentati (ignoti), anche con mancate previsioni di asfalti drenanti;
  • la inadeguata e/o insufficiente allocazione di parcheggi rispetto agli obiettivi di sostenibilità intermodale dei mezzi di movimento intra ed extra locale;
  • la incoerenza ecologico-paesaggistica e vulnerabilità delle principali scelte vegetali di arredo;
  • la vulnerabilità e possibile incidenza negativa delle nuove “dune di riporto” sulle dune naturali;
  • la mancanza di una mobilità ciclabile agibile e intermodale per ridurre traffico e inquinamento veicolare sul lungomare;
  • l’ostacolo ai flussi veicolari anche con le relative emissioni che ne deriverebbero se vi sarà asincronia tra la realizzazione della prevista nuova viabilità del lungomare e il previsto nuovo ponte sul Canale dei Pescatori;
  • l’impatto acustico previsto della nuova viabilità stradale sulle residenzialità limitrofe, senza specifiche concrete soluzioni di fono assorbenza e/o barriera fonica;
  • l’impatto igienico che deriverebbe dalle fruizioni umane e dalle nuove previste strutture di erogazione cibi/bevande nel Parco del Mare, senza opportune definizioni e adeguati accorgimenti;
  • l’inquinamento luminoso che potrebbe derivare da insufficienti valutazioni delle caratteristiche e disposizioni della illuminazione nel Parco del Mare e sua nuova viabilità stradale;
  • il maggior rischio di incendi che deriverebbe da previsti attraversamento stradale e parcheggio su dune naturali e dalle fruizioni umane negli spazi di Parco del Mare, anche per mancato incremento di punti idranti.

Roma, 09.10.2025

Maria Gabriella Villani, Presidente WWF Litorale Laziale – odv

Cosimo Marco Calò, WWF Litorale Laziale – odv

Danilo Ruggiero, Presidente Associazione Mare Libero – Litorale Romano

Anna Longo, Presidente Italia Nostra Litorale Romano

Elisabetta Studer, Presidente Legambiente Circolo Litorale Romano

URBAN NATURE 2025, domenica 5 ottobre

Ad Ostia Roma organizziamo

Domenica 5 ottobre appuntamento davanti alla Stazione Castel Fusano, ore 10.30 per mostrare il territorio dove è previsto il Parco del Mare.

Ci stiamo occupando da quasi un anno di questo tema, insieme a Mare Libero, Italia Nostra e Legambiente, nel dettaglio potete approfondire al link. Le Associazioni hanno per quanto possibile cercato di porre l’attenzione sul patrimonio naturale presente per poterlo conservare e valorizzare nell’ambito della progettazione del nuovo lungomare, nel tratto che va dalla Colombo al Canale dei Pescatori.

Domenica 5 ottobre l’itinerario ci porterà ad esplorare i luoghi che interesseranno il Parco del mare: dalla Stazione Castel Fusano, andremo all’Oasi della duna di Ostia e poi all’area verde davanti a Via Vivaldi, fino a raggiungere la Colombo. La progettazione del nuovo assetto del lungomare di Ostia è stata affidata alla Società ABACUS, partendo dalle indicazioni di Risorse per Roma SpA.

Guideranno l’itinerario la dr.ssa Giulia Bardino dell’Università la Sapienza di Roma e il dr. Fabio Converio.

Partecipate numerosi!!!

Per info 347 8238652 (messaggio whatsapp)

URBAN Nature è l’evento nazionale del WWF che serve a sensibilizzare sull’importanza della natura nelle città.

Perchè da 9 anni il WWF ripropone questo evento?

La natura in città ha un valore inestimabile. Il verde e le alberature servono a mitigare l’effetto nefasto delle isole di calore in città che le rendono invivibili durante l’estate.
Le alberature fanno ombra abbassando considerevolmente le temperature dell’asfalto. I parchi producono ossigeno preziosissimo nelle aree urbane invase dallo smog. 
Le aree verdi sono capaci di assorbire elevati quantitativi di acqua in caso di piogge intense, acqua che viene convogliata direttamente nella falda e così prevengono allagamenti.
Un beneficio di enorme portata è anche la funzione di riequilibrio psicofisico, il verde regola il nostro umore, ci calma e ci libera dallo stress.

Per tutti questi preziosissimi e indispensabili benefici non smettiamo di ricordare alla cittadinanza e a chi ci governa l’importanza di preservare gli spazi verdi all’interno delle città.

Parco del mare: cronistoria di un impegno condiviso

Non è facile sintetizzare un’attività che ci ha visti impegnati dal mese di gennaio, a dire il vero anche da prima, infatti il percorso è iniziato dalla richiesta di incontro sul Parco del mare, richiesto già ad ottobre. L’impegno ha visto unite ben 4 associazioni oltre la nostra, Mare Libero, da cui è partita l’iniziativa di incontrare l’Assessorato all’Urbanistica, Italia Nostra Litorale Romano e Legambiente Circolo Litorale Romano. E’ un percorso che continua su cui è importante fare il punto.

Inserisco i link alle nostre pagine web su questo tema.

Incontro 9 gennaio, primo incontro con Risorse per Roma, Arch. Grillo e altri, Dr. Pieroni per l’Assessorato all’Urbanistica – resoconto
https://wwflitoraleromano.wordpress.com/2025/01/11/progettazione-del-parco-del-mare/

Invio il 19 marzo del documento di osservazioni, con i conributi delle 4 associazioni
https://wwflitoralelaziale.wordpress.com/2025/04/14/il-parco-del-mare-come/

Incontro 16 aprile con i progettisti
https://wwflitoralelaziale.wordpress.com/2025/04/28/parco-del-mare-lattivita-procede/

Incontro del 3 luglio con i progettisti
Documento inviato il 21 luglio con le proposte dopo l’incontro del 3 luglio
https://wwflitoraleromano.wordpress.com/2025/07/24/parco-del-mare/

Relazione Tecnico Scientifica Università La Sapienza 10 agosto

Documento inviato il 14 agosto Segnalazione specie e habitat in vista della conferenza di servizio per l’approvazione del progetto di fattibilità che prenderà l’avvio in agosto.

Conferenza dei Servizi, convocata il 5 settembre 2025, documentazione

SCHEDA TECNICA

Progetto “Parco del Mare” di Roma Capitale e Risorse per Roma (2025-2028)

(23.833.000 euro da Fondo Europeo Sviluppo Regionale)

Stato del progetto:

Finanziato con accordo tra Regione Lazio e Roma Capitale (2024)

Documento Indirizzo Progettazione redatto da Risorse per Roma (2024)

Progetto di Variante Urbanistica approvato dalla Giunta Comunale (3 agosto 2025)

Prossima fase del progetto:

Conferenza di Servizi per approvazione del Progetto di FTE (agosto-ottobre 2025)

Lavori di realizzazione:

affidamento lavori entro giugno 2026 e completamento entro 2028

Iniziative già intraprese:

  • incontri Associazioni ambientaliste del Litorale Romano (Mare Libero, WWF, Italia Nostra, Legambiente) con Roma Capitale e Risorse per Roma (9.01.2025) e con i progettisti incaricati (16.04.2025 e 03.07.2025)
  • incontro Associazioni ambientaliste Lit. Rom. e Comitati di Quartiere con Municipio X, Roma Capitale e Risorse per Roma (26.02.2025)
  • incontro Comitato Vivaldi con Roma Capitale e Risorse per Roma (23.07.2025)
  • incontro Università di Roma La Sapienza (relazione su importanza europea e tutela dune Via Vivaldi) con Roma Capitale (30.07.2025)
  • inviate osservazioni e proposte alternative Associazioni ambientaliste Lit. Rom. a Roma Capitale e Risorse per Roma (20.03.2025 e 21.07.2025)
  • inviate osservazioni e proposte alternative Comitato Vivaldi a Roma Capitale e Risorse per Roma (26.07.2025)
  • inviata comunicazione Università di Roma La Sapienza agli Organi competenti su importanza europea e tutela dune (09.08.2025)
  • inviata segnalazione Associazioni ambientaliste Lit. Rom. agli Organi competenti su importanza europea e tutela dune (11.08.2025)

inoltre:

  • interrogazione al Senato (Atto n. 4-01970 pubblicato il 01.04.2025 nella seduta n. 289) ai Ministri dell’ambiente e della sicurezza energetica, della cultura e delle infrastrutture e dei trasporti

Plastic Free 7 settembre, Lido dei Gigli

EVENTO RIMANDATO!

Per il quarto anno consecutivo Plastic Free al Lido dei Gigli, Anzio, su un tratto di spiaggia libera molto interessante dal punto di vista naturalistico per un elevato grado di biodiversità dell’habitat della duna costiera.

Appuntamento ad Anzio domenica 7 settembre, Lido dei Gigli, Lungomare delle Sterlizie, al parcheggio subito dopo la casetta 60, ore 17.30.

L’attività è svolta in collaborazione con la Cooperativa Stella Marina e l’Associazione Le mille dune.

Allarme sul “Superaurora” Festival a Castel Fusano

Le Associazioni Ambientaliste lanciano un Allarme sul “Superaurora” Festival a Castel Fusano: Rischio Ambientale e Violazione delle Norme in Area Protetta

Roma, 17 giugno 2025 – Le associazioni ambientaliste WWF Litorale Laziale, Italia Nostra Litorale Romano, LIPU/BirdLife Italia e Legambiente Circolo Litorale Romano lanciano un forte appello alle autorità e all’amministrazione comunale di Roma, chiedendo un intervento immediato per bloccare l’evento musicale “Superaurora” Festival, in programma presso il Parco Castello Chigi a Castel Fusano nei giorni 20, 21 e 22 giugno. Le associazioni hanno formalizzato la loro preoccupazione con un esposto congiunto inviato lo scorso 4 giugno alle Forze dell’Ordine e a Roma Capitale.

L’area designata per l’evento, di proprietà della famiglia Chigi, ricade interamente nella Zona 1 a massima protezione della Riserva Naturale Statale Litorale Romano, istituita con DM 2 maggio 1996. Tale classificazione impone stringenti vincoli a tutela della biodiversità e dell’equilibrio ecologico.

Le associazioni ricordano che già lo scorso anno un evento analogo, organizzato il 28 e 29 luglio 2024 nella medesima area, aveva generato gravi disagi e un impatto ambientale negativo, con centinaia di veicoli parcheggiati abusivamente lungo Viale Mediterraneo e Via del Circuito, ostruendo le vie di accesso alla pineta, e musica a volumi altissimi, percepibile a oltre un chilometro di distanza, ben oltre i limiti di legge. L’ingresso all’evento, inoltre, interessava aree esterne alla proprietà dei Chigi, aggravando la problematica.

“È inaccettabile che un’area di così pregevole valore naturalistico e sottoposta a massima protezione possa essere sede di un evento di tale portata, che richiama migliaia di persone,” dichiarano congiuntamente le associazioni. “Eventi di questo tipo producono un forte e negativo impatto sulla fauna, in un periodo cruciale come quello riproduttivo, e sull’ambiente naturale in generale. A ciò si aggiunge un importante rischio per la sicurezza, in particolare per gli incendi boschivi, considerata la stagione estiva e la natura altamente infiammabile della vegetazione.”

L’esposto evidenzia chiare violazioni del Regolamento attuativo del Piano di Gestione della Riserva Litorale Romano (D.P.R.L. T00468 del 16/12/2015), in particolare:

  • Articolo 2, comma n): “È vietata qualsiasi attività o manifestazione che produca livelli acustici superiori a quelli compatibili in area protetta ai sensi della L. 447/95 e s.m.i.”
  • Articolo 3, punto a): Nelle Aree di Tipo 1, sono vietate “le attività a carattere culturale non direttamente riconducibili alla fruizione della Riserva ed all’educazione ambientale e quelle di fruizione diverse da quanto specificato all’art. 30, commi 6 e 7, se non concordate formalmente con l’Ente gestore.”
  • Articolo 30, comma 6: “Le manifestazioni sportive o culturali, non riconducibili a feste-manifestazioni d’interesse locale, compatibili comunque con la presenza dei vincoli della RNSLR, che prevedono un afflusso concentrato e straordinario di persone, anche per brevi periodi, in aree naturali e seminaturali […] necessitano di uno specifico Nulla Osta dell’Ente Gestore.”

“Ci appare impossibile che un evento di questa portata possa aver ottenuto le necessarie autorizzazioni, considerando la normativa vigente e le esperienze pregresse,” proseguono le associazioni. “Chiediamo con urgenza agli enti preposti, in particolare al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e al Presidente della Commissione di Riserva Romeo De Angelis, di intervenire immediatamente per evitare che questo evento si svolga. Siamo ancora in tempo per proteggere il nostro patrimonio naturale.”

Fino ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro al nostro esposto ad eccezione della Commissione di Riserva, la quale a sua volta ha richiesto chiarimenti al Comune di Roma, in quanto Ente Gestore.

Le associazioni confidano in una pronta e risolutiva azione delle autorità per scongiurare un danno irreparabile all’ecosistema della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Contatti per la stampa: cell. 347 8238652

  • WWF Litorale Laziale – odv: Maria Gabriella Villani (cell. 347 8238652)
  • Italia Nostra Litorale Romano: Stefania Bragaglia
  • LIPU/BirdLife Italia: Alessandro Polinori
  • Legambiente Circolo Litorale Romano-aps: Elisabetta Studer